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Neet, in Italia sempre più giovani che non studiano e non lavorano

Neet: il problema sociale dei giovani che non studiano e non lavorano

Neet giovani

È in aumento in Italia il numero di neet, termine utilizzato per indicare i giovani che non studiano e non lavorano. In particolare, con l’acronimo inglese neet (Not in Education, Employment or Training) si intendono i ragazzi con età compresa tra i 15 e i 29 anni che non sono coinvolti né in percorsi di studio, non lavorano e spesso non sono alla ricerca attiva di un impiego. 

Il nostro è tra i Paesi più segnati da questo fenomeno che sembra andare di pari passo con l’età in cui i giovani lasciano il nucleo familiare per raggiungere l’indipendenza. L’Italia è infatti uno dei Paesi europei in cui i ragazzi escono di casa più tardivamente; la media nazionale è infatti di 30,2 anni, a pari merito con quella dei giovani di Malta e più bassa solo di Croazia (32,4) e Slovacchia (30,9). La media europea è invece pari a 26,4; tra i Paesi in cui i giovani escono prima di casa troviamo la Svezia (17,5 anni), Lussemburgo (19,8) e Danimarca (21,2). 

A conferma di questi dati anche le percentuali di giovani tra i 18 e 24 anni che ancora vivono nel nucleo familiare dei genitori; in Italia, stando ai dati del 2019, sono il 69,4% del totale contro il 36,4% in Francia o il 41,6 in Germania. Come si legge nell’ultimo rapporto Openpolis, realizzato insieme a “Con i Bambini”, sono soprattutto i paesi dell'Europa orientale e meridionale a mostrare una maggiore permanenza dei giovani nel nucleo familiare di origine. Le cause sono molteplici, sia di natura economica sia socio-culturale; ciò che è certo, però, è che l’accesso ai percorsi di istruzione e formazione gioca un ruolo fondamentale nella ricerca dell’autonomia da parte dei giovani. Il 37,9% dei neet, infatti, è in possesso della sola licenza media; il dato si abbassa notevolmente tra i giovani con diploma (25,4%) e ancora ulteriormente tra quelli in possesso di laurea (20,6). Questo dato lascia pensare che esista una correlazione molto forte tra la formazione e la possibilità per i giovani di intraprendere la via dell’autonomia. 

Sempre su base europea, l’Italia sembra mostrare una sua specificità con il 22,2% di neet sul totale di giovani tra i 15 e i 29 anni e una percentuale dell’85,4% di ragazzi che vivono ancora in famiglia nella fascia d’età sopra citata. Il fenomeno è particolarmente presente nelle regioni del Mezzogiorno con Sicilia, Calabria e Campania ad avere il maggior numero di giovani che non studiano e non lavorano. È invece il Trentino Alto Adige la regione italiana con la minor percentuale di neet. Il dato della nostra regione, il Piemonte, è più basso della media nazionale di qualche punto percentuale, attestandosi al 19,8%; nella sola città di Vercelli la percentuale si aggira invece intorno all’11%.

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