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Organizzazione mondiale della Sanità

Giornata mondiale Hiv: al Sant'Andrea sono seguiti 275 pazienti

Il bilancio del primario di malattie infettive Silvio Borrè

Giornata mondiale contro Hiv

Il 1° dicembre ricorre la giornata mondiale per la lotta contro l'HIV.

"Nell’Ambulatorio di Malattie Infettive di Vercelli sono regolarmente seguiti 275 pazienti (87 femmine e 188 maschi), età media di 50 anni dei quali il 99% in trattamento antiretrovirale attivo con buona risposta viro immunologica".  I dati sono stati forniti da Silvio Borrè, primario di Malattie Infettive dell'Asl di Vercelli, nell'ambito di un convegno organizzato dall'Upo a Novara dedicato agli universitari e ai ragazzi delle scuole superiori. "Nel 2021 sono state fatte 8 nuove diagnosi di HIV: 3 donne, tutte straniere e 5 uomini, di cui tre stranieri - ha proseguito Borrè - L'età media è di 50 anni: 4 di loro con patologie Aids e purtroppo un decesso. E’ necessario formare i giovani, cercando di mantenere vivo il ricordo e invitandoli a sottoporsi ai test, sempre gratuiti per HIV e le malattie sessualmente trasmissibili, disponibili negli ambulatori delle Malattie infettive con accesso diretto".

"E’ difficile far comprendere alla nuove generazioni perché ancora oggi sentiamo il bisogno di celebrare questa data perché di HIV si parla poco e la chiusura delle scuole, con lezioni a distanza, non ci ha più permesso di garantire quel minimo di prevenzione o quantomeno informazione indispensabile per formare i giovani ricordando loro che la prima regola è proprio rappresentata dalla “protezione” e dalla “conoscenza” - ha evidenziato il primario - Nel 2020, secondo i dati WHO (World Health Organization, cioè l'organizzazione mondiale della Sanità), 37 milioni di persone viventi sono sieropositive per HIV con 680.000 decessi e 1.5 milioni di nuove infezioni. In Italia i nuovi casi diagnosticati nel 2020 sono stati 2500. Nonostante l’infezione da Hiv sia prevenibile, l’elevata percentuale (53%) di identificazione tardiva, ovvero quando il sistema immunitario è ormai compromesso, dimostra che la diagnosi precoce resta ancora il punto cruciale".

In Piemonte gli ambulatori sono attivi e gestiscono, nelle realtà periferiche ove esistono le malattie infettive, almeno 250 pazienti per Centro. "L’HIV ha sempre rappresentato una patologia di cui vergognarsi non solo per noi ma anche per il mondo extra europeo. Lo stato di sieropositività significa sentirsi giudicato ed emarginato - ha fatto notare Borrè - I nostri pazienti hanno avuto bisogno di sentirsi protetti durante la pandemia e ricevere certezze circa la loro privacy all’avvio della campagna vaccinale per il Covid, hanno avuto il timore di essere i più vulnerabili e si sono affidati a noi per le informazioni. E’ inevitabile paragonare le due pandemie HIV e Covid che, nonostante le numerose differenze, hanno un denominatore comune rappresentato dalle difficoltà nei Paesi in via di Sviluppo; non è ancora possibile debellare il virus dell’HIV perché in alcune situazioni l’ignoranza e la discriminazione non permettono di accedere e seguire le cure".
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L’obiettivo del WHO è quello di poter espandere le terapie ed azzerare le infezioni nel 2022. "Tutto ciò potrà essere raggiunto solo se accompagnato dalla precocità diagnostica e da una costante e puntuale informazione scientifica nonché da un superamento culturale e questo spetta soprattutto a noi sanitari", ha concluso lo specialista.

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