cerca

Coldiretti Vercelli Biella

Piemonte, cinghiali: "Misure di contenimento non sufficienti"

Le nuove modalità di caccia introdotte dalla Regione non convincono

cinghiali

"In Consiglio regionale abbiamo lavorato alla modifica del calendario venatorio per dare delle risposte concrete alla piaga dei cinghiali", E' l'annuncio del presidente della commissione Ambiente Angelo Dago, che prosegue: "Un mese aggiuntivo rispetto alla stagione precedente per la caccia di selezione al cinghiale con l’ausilio di tre cani per ogni squadra. Stiamo cercando soluzioni per tamponare una situazione che dal punto di vista normativo solo il legislatore nazionale può risolvere e che in Piemonte è giornalmente sotto gli occhi di tutti, con i cinghiali che ormai scorrazzano per le vie delle città”. “Nel frattempo - conclude il vercellese Dago - il nostro assessore Marco Protopapa ha riferito alla Commissione Agricoltura della Camera, dove si è discusso degli interventi per arginare la proliferazione della fauna selvatica. Anche la Conferenza Stato-Regioni è al corrente della criticità legata in particolare ai cinghiali, definiti come una vera e propria emergenza per l’intero Paese”. La Regione ha introdotto una nuova formula, considerata sperimentale, che prevede la possibilità, per l’intero mese di gennaio 2022, di esercitare, da parte di singole squadre di cacciatori, la caccia di selezione al cinghiale con l’ausilio di un numero massimo di tre cani. L’obiettivo dichiarato è quello di contenere il numero dei selvatici che, a livello regionale, si aggira sugli 80 mila esemplari.

Ma Coldiretti Vercelli-Biella non è d'accordo: "Una modalità apparentemente sperimentale che in realtà va a rafforzare un sistema che negli anni ha fallito. Serve un approccio più strutturato”. Questa la presa di posizione del presidente Paolo Dellarole e del direttore Francesca Toscani sulla modifica dell’impostazione del calendario venatorio rispetto alla stagione di caccia 2021/2022. “La situazione resta tuttora molto critica e grave – proseguono Dellarole e Toscani – Lasciando la gestione in mano a pochi si fa sì che la fauna selvatica continui indisturbata a nutrirsi dei prodotti coltivati dai nostri agricoltori. È indiscusso, infatti, che il numero di esemplari vada sensibilmente ridotto avendo ormai raggiunto un livello di saturazione insostenibile, ma bisogna intervenire con un approccio maggiormente strutturato, facendo piuttosto ricorso alla tecnologia e a metodi di caccia più efficaci. Così si danneggiano la società, con il costante aumento degli incidenti stradali, ed il settore agricolo, compromettendo ulteriormente l’equilibrio ambientale degli ecosistemi territoriali con la perdita della biodiversità ed il rischio di diffusione di malattie”. “Questa misura, oltretutto non ben voluta dall’Ispra, aumenta soltanto l’interesse di un gruppo ristretto che controlla porzioni di territorio, e che lo fa già da tempo a discapito degli agricoltori e delle effettive esigenze della cittadinanza, ma che non va alla radice del problema”, concludono.

 

Commenti

Condividi le tue opinioni su La Sesia

Caratteri rimanenti: 1500