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Bassignana organizza due incontri formativi

Bullismo e cyberbullismo: riconoscere tempestivamente i segnali

Dati inquietanti. Sei ragazzi su dieci dichiarano di non sentirsi al sicuro online

Cyberbullismo

«In una società sempre più tecnologica, dove la rete gioca un ruolo determinante, non possiamo pensare che i nostri ragazzi non la utilizzino, ma la parola chiave deve essere ‘uso corretto, positivo e consapevole delle nuove tecnologie’»: a parlare è la referente del Nodo provinciale contro le discriminazioni Lella Bassignana. Proprio per questa ragione, in collaborazione con la Fondazione Carolina, ha organizzato due incontri formativi dal titolo “Io clicco positivo: la rete tra opportunità e pericoli”.

Il primo appuntamento sarà in modalità on line il 17 novembre e i destinatari sono i componenti della Rete del Nodo; il secondo incontro si terrà invece a gennaio ed è rivolto ai dirigenti scolastici, ai docenti e soprattutto alle famiglie per aiutarli a comprendere come riconoscere tempestivamente i segnali di bullismo e cyberbullismo e avviare una riflessione sulla vita digitale dei ragazzi dopo il periodo di quarantena. Al termine degli incontri verrà inoltre prodotto un vademecum per orientarsi nel mondo online frequentato dai ragazzi. Sono appuntamenti necessari perché «il bullismo e il cyberbullismo rimangono tra le minacce più temute tra gli adolescenti, dopo droghe e violenza sessuale» dice Bassignana.

Inoltre in questi ultimi giorni è arrivato l’allarme lanciato dalla Fondazione Carolina: “Squid Game” dove «le bambine sarebbero le più vessate perché, più dei maschi, spesso rifiutano di partecipare a un gioco così violento, rimediando anche degli schiaffi». Il Nodo pertanto, tra le altre cose, si sta occupando anche di “cyberbullismo” che ha come conseguenza forme di aggressione, molestia e discriminazione.

Le statistiche

«Secondo i dati resi noti a febbraio dall’Osservatorio Indifesa 2020 di Terre des hommes e Scuolazoo – prosegue Bassignana - sei ragazzi su dieci dichiarano di non sentirsi al sicuro online, mentre nell’anno del Covid il 93% degli adolescenti ha affermato di sentirsi solo. Ragazzi e ragazze non si sentono al sicuro sul web ed esprimono sofferenza per episodi di violenza psicologica subita da parte di coetanei e in particolare il 44,57% delle ragazze segnala il forte disagio provato dal ricevere commenti non graditi di carattere sessuale online».

Non solo. Su un campione di 1.500 alunni di scuole superiori di primo e secondo grado, l’82% non considera grave insultare, ridicolizzare o rivolgere frasi aggressive sui social, l’86% ritiene che le conseguenze per la vittima non siano gravi perché si tratta solo di parole, il 68% ritiene non grave pubblicare immagini senza autorizzazione, il 22% degli intervistati è stato umiliato in rete e per quasi il 6% (più di 210mila) ciò avviene più volte al mese, il 59% delle vittime ha pensato al suicidio e il 52% si provoca dolore fisico. Inoltre, le vittime sono pre-adolescenti o adolescenti che purtroppo spesso cadono in depressione, abbandonano la scuola, mettono in atto pratiche autolesioniste e arrivano al tentato suicidio.

 

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