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Salute

Screening epatite C: in Piemonte gratuito per un milione di persone

Stecco: "Virus che possiamo eradicare se aumentiamo i controlli"

Epatite C

Circa 5,3 milioni di euro per avviare attività di screening per contrastare l’epatite C su oltre un milione di persone. È quanto annunciato lo scorso martedì durante la tappa piemontese della serie di tavole rotonde Istituzionali di ACE-R che ha confermato l’impegno della regione ad avviare quanto prima le attività di screening sull’epatite C. L’appuntamento dal titolo “Fase II: cronoprogramma e modalità operative pro screening HCV Focus on Regione Piemonte” rientra tra quelli organizzati nelle regioni italiane da ACE (Alleanza contro le epatiti) al fine di discutere delle attività e del piano organizzativo necessario per avviare quanto prima le attività di screening. Il fine ultimo è infatti quello di raggiungere il target indicato dall’Oms di eradicare definitivamente, entro il 2030, il virus dell’epatite C (HCV).

Causa pandemia, anche gli screening a contrasto dell’epatite C hanno subito una battuta d’arresto. A luglio 2021, però, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che stanzia 71,5 milioni di euro per avviare le attività di screening sul territorio nazionale e recuperare quindi il tempo perso al fine di evitare 44mila possibili morti dovute all’anno di ritardo. "Il recente stanziamento del Governo ci consente di compiere un ulteriore passo verso un futuro senza epatite C. Molte regioni italiane hanno già avviato lo screening che porterà all’emersione del sommerso e mi auguro che anche la regione Piemonte possa partire in fretta" ha dichiarato la senatrice Elisa Pirro, 12° Commissione Igiene e Sanità, Senato della Repubblica "Occorrerà lavorare sul territorio con tutti gli attori coinvolti, per favorire un’ampia adesione e garantire una eventuale diagnosi precoce; in questo modo sarà anche possibile portare alla guarigione i pazienti grazie alle terapie innovative che possono evitare un aggravamento della condizione di salute".

Durante il dibattito è emerso che la Regione Piemonte sta già lavorando ad una bozza di documento che stabilirà le linee guida operative per l’avviamento delle attività di screening nelle popolazioni indicate dal decreto. Il tavolo tecnico dovrà riunirsi nuovamente per identificare la tipologia di test e per definire in maniera più dettagliata i setting di popolazione sul quale effettuare lo screening e la modifica, in corso d’opera, delle fasce d’età considerando anche i risultati preliminari. È infatti probabile che nei più giovani la positività sia più bassa e che sia invece utile andare a scovare il sommerso nei cittadini nati tra il 1949 e il 1969.

"L’epatite C è un virus che oggi possiamo eradicare se si implementano attività di screening diffuso nella popolazione generale e nei soggetti più fragili - ha sottolineato Alessandro Stecco, presidente Commissione Sanità, Consiglio regionale del Piemonte - La regione Piemonte, grazie ai fondi resi disponibili dal governo, ha l’opportunità di avviare in tempi rapidi le attività di screening gratuito, al fine di individuare i soggetti che ancora non sanno di essere affetti da epatite C. Sappiamo, infatti, che ci sono molti pazienti asintomatici sia tra la popolazione generale che nelle categorie più a rischio e ci impegneremo per individuare quanto prima questi soggetti e portarli rapidamente al trattamento".

Quello dell’epatite C è un virus ancora molto diffuso in tutto il mondo, anche se le regioni più affette sono l’Asia centrale e orientale ed il Nord Africa. Si stima che ogni anno muoiano dalle 350 mila alle 500 mila persone per malattie epatiche strettamente connesse al virus dell’HCV. I medicinali attualmente disponibili sono molto efficaci (tra il 50 e il 90%) ma l’accesso alle cure e alle attività di diagnosi e screening è ancora molto basso; non esiste invece un vaccino anche se da tempo la ricerca continua a fare passi avanti per ottenerlo.

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