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Covid, Istat: a Vercelli sensibile riduzione della speranza di vita

La speranza di vita diminuisce anche a Vercelli: gli ultimi dati Istat

Istat statistiche

La pandemia da covid-19, a Vercelli, ha causato un’importante riduzione della speranza di vita, superiore anche alla media italiana. Ad affermarlo è l’Istat che, nell’aggiornamento annuale del sistema di indicatori del Benessere equo e sostenibile dei territori (Bes), evidenzia come alcune città e metropoli italiane presentino dati sensibilmente più negativi rispetto alla media italiana.

In particolare, se la speranza di vita alla nascita è crollata mediamente di 1,2 anni a livello nazionale, a Vercelli è stata rilevata una diminuzione di ben 2,3 anni. In negativo, anche se di poco, anche la media regionale: si è passati infatti da una vita media di 82,9 anni del 2019 a 81,6 anni nel 2020, con una diminuzione di 1,3 anni. Nella media nazionale, invece, gli altri indicatori della ricerca condotta da Istat. Tra questi troviamo ad esempio la percentuale di Neet, ovvero quei giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano. Un valore, questo, che nel 2020 ha invertito la tendenza e ha ricominciato a salire attestandosi intorno al 20% nella nostra provincia. Focalizzandosi invece sui dati delle altre città del Piemonte, invece, si può notare come la città metropolitana di Torino si distingua per l’offerta dei servizi comunali online con una percentuale del 28,5%, poco al di sotto della media del 30% del Centro-Nord. Si distacca in negativo, invece, la quantità di organizzazioni no profit presenti sul territorio torinese con 61,7 ogni 10 mila abitanti contro una media di 67 del centro e del nord Italia. Nota di merito, invece, per il Verbano-Cusio-Ossola con 93,4 organizzazioni no profit ogni 10mila abitanti.

Il Verbano-Cusio-Ossola registra però anche due dati negativi, il primo dei quali relativo alle scuole accessibili. A differenze di molte province del nord, la provincia piemontese non supera la media nazionale (32,6%) bensì si ferma ad solamente il 21,9% di scuole prive di barriere architettoniche. Dato negativo per Asti e il Verbano-Cusio-Ossola anche in relazione alla partecipazione alla formazione continua di persone tra i 25 e i 64 anni, la cui media nazionale è del 7,2% ma nei due capoluoghi piemontesi si ferma rispettivamente al 4,2% e 5,2%. Asti, inoltre, presenta un peggioramento più consistente rispetto alla media nazionale anche rispetto al tasso di ingresso in sofferenza dei prestiti bancari alle famiglie.

La provincia di Biella, invece, si distingue per la quantità di ore retribuite all’anno con una percentuale che supera l’84%, molto più alta del 78% della media nazionale. Tra il 2010 e il 2019 il tasso di delitti violenti denunciati in Italia si riduce di oltre 2 punti. La decrescita riguarda due province italiane su tre, in alcuni casi con flessioni superiori a un terzo come a Novara.

(https://pixabay.com/it/photos/finanziario-analisi-sfocatura-2860753/)

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