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Patronale

Vercelli: solenne celebrazione in onore di Sant'Eusebio

Presenti i cardinali Bertone e Versaldi e numerosi prelati piemontesi

La profonda fede di Eusebio caratterizzata da aspetti monastici, ma contestuale alla sua testimonianza di vita in mezzo alla gente, e la costante premura per tutto il popolo di Dio a lui affidato, sono i tratti peculiari del Patrono della città di Vercelli, della diocesi e della nostra regione, ricordato quest'oggi, lunedì 2 agosto, nella Cattedrale del capoluogo in occasione della celebrazione eucaristica in suo onore. 

Da segnalare, sin da subito, la duplice ricorrenza che si “interseca” in questo 2021: sono trascorsi, infatti, sia 1650 anni dalla morte di Eusebio sia 60 anni dalla proclamazione come Patrono di tutto il Piemonte. E’ con queste premesse storiche che si è chiuso il cosiddetto “Anno Eusebiano”, ufficialmente inaugurato il 1° agosto 2020. Essendo stato, comunque, un lasso di tempo condizionato dal Covid-19, le iniziative correlate alla figura di Sant’Eusebio proseguiranno su diversi fronti. L'altro aspetto con cui verrà ricordato il Patrono vercellese sarà quello editoriale, nella fattispecie con “Lettere di / a S. Eusebio di Vercelli e antiche testimonianze”, a cura del professore Renato Uglione. La pubblicazione di questo epistolario, il primo che potrà vantare un commentario analitico diffuso, è prevista tra la fine del 2021 e l'inizio del 2022. 

Tornando alla solenne celebrazione odierna, in Cattedrale erano presenti i cardinali Tarcisio Bertone e Giuseppe Versaldi, diversi vescovi delle diocesi piemontesi, tra i quali il vercellese monsignor Cristiano Bodo, e anche alcuni vescovi emeriti, come il santhiatese monsignor Gianni Ambrosio. A tenere l'omelia è stato monsignor Enrico Dal Covolo, invitato dall’Arcivescovo di Vercelli, monsignor Marco Arnolfo. Rifacendosi alla prima lettura, monsignor Dal Covolo ha sottolineato che "la parola 'sentinella' definisce precisamente il rapporto del vescovo Eusebio con la sua città, che vigilava con la testimonianza della vita". Proseguendo nell’omelia ha spiegato che "Eusebio, sardo di nascita e romano di formazione, mentre fa sua la sancta plebs di Vercelli, vive in mezzo alla città come un monaco. Sembra, fra l'altro, "che Eusebio abbia istituito a Vercelli le pievi per un servizio pastorale ordinato e stabile e che abbia promosso i santuari mariani per la conversione delle popolazioni pagane rurali".

Passando poi al commento al vangelo, "in base alle testimonianze a noi pervenute, che questa perfetta configurazione del Vescovo con Gesù buon Pastore ha rappresentato l'impegno costante di Sant’Eusebio". Al termine della solenne liturgia, nel 30° anniversario della sua ordinazione episcopale il cardinale Bertone ha voluto recarsi personalmente sin davanti l'effigie della “Madonna dello schiaffo” per offrirle una rosa d’oro e per donare al direttore della Caritas diocesana, Gianni Brunoro, una busta contenente un’offerta in denaro da destinare alle necessità dei poveri e degli indigenti della città e della diocesi eusebiana. Fortemente legato ai festeggiamenti di Sant’Eusebio, da segnalare il pellegrinaggio diocesano al santuario di Oropa previsto per mercoledì 4 agosto.

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