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Cgil Cisl e Uil

Mercoledì 30 sciopero dei settori elettrico, gas/acqua ed ambiente

Il comunicato di Asm Vercelli e Atena Trading

Sindacati bandiere

Mercoledì 30 giugno, in occasione dello sciopero nazionale indetto per l’intera giornata dalle segreterie nazionali Cgil, Cisl e Uil dei settori elettrico, gas/acqua, ed ambiente, le normali attività dei servizi e degli sportelli di Asm Vercelli e di Atena Trading potranno subire sospensioni o riduzioni.

"Lo sciopero è finalizzato a contrastare l’attuale formulazione dell’art. 177, comma 1, del c.d. “Codice dei contratti pubblici”, di cui le organizzazioni sindacali chiedono la modifica o la sospensione - spiegano da Asm - Nelle ore di sciopero saranno garantiti i servizi essenziali e saranno assicurate le prestazioni indispensabili a tutela della sicurezza, nel rispetto degli accordi applicativi della Legge 146/90, così come modificata dalla Legge n. 83/2000 e successive deliberazioni della Commissione di Garanzia che regolamentano l’esercizio del diritto di sciopero. Le attività dell’Azienda riprenderanno regolarmente al termine dell’agitazione con l’adozione di tutte le misure organizzative necessarie a ripristinare la normalità".

E' previsto un presidio a Torino, in Piazza Castello, sotto la sede della Prefettura, dalle 10 alle 12. In Piemonte i lavoratori coinvolti sono circa diecimila. Filtcem-Cgil, Femca Cisl, Flaei Cisl, Uil Tec, Fp Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, spiegano che lo sciopero è stato indetto "contro l’articolo 177 del Codice Appalti che obbligherebbe le aziende concessionarie, non andate a gara, a cedere in appalto le loro attività di distribuzione fino a raggiungere l’80% del valore della loro concessione". “Che fine farebbero i lavoratori che svolgono queste attività? Verrebbero trasferiti nelle aziende che vincerebbero gli appalti oppure licenziati?” si chiedono i promotori della protesta. Secondo i sindacati il processo di esternalizzazione avrà un costo economico e sociale elevato e gravi ricadute occupazionali. “Questa ‘bomba a orologeria’, votata nel 2016 dal Governo di allora e via via rimandata nella sua “esplosione” fino al 31 dicembre 2021 – sostengono le sigle sindacali – creerebbe decine di migliaia di potenziali esuberi e una crisi produttiva e finanziaria che distruggerebbe i nostri settori, vitali per l’economia, e la sopravvivenza stessa, del nostro Paese. Se il Parlamento resterà sordo ai nostri appelli e non modificherà o cancellerà l’art.177, i servizi essenziali e fondamentali che hanno garantito, anche e soprattutto durante il periodo della pandemia l’erogazione dell’elettricità, dell’acqua, del gas, la raccolta dei rifiuti sempre e comunque in ogni luogo privato o pubblico, produttivo o di assistenza e ricovero sanitario, subiranno un gravissimo danno”.

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