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Lutto a La Sesia

Il giorno più difficile

Paolo Sala era uno di noi, era noi

Paolo Sala

Paolo Sala

È il giorno dell’addio, quello più difficile, quello più duro, quello più reale.

Paolo era uno di noi. Era noi: perché spesso insieme a lui, grazie a lui, abbiamo imparato, abbiamo lottato, abbiamo discusso e risolto. Insieme.
La Sesia e Paolo Sala. Lo sport e Paolo Sala. Vercelli e Paolo Sala.

Da 30 anni redattore al giornale (in realtà la sua avventura con La Sesia era iniziata ben prima, nel 1984). Era fiero di questo traguardo e noi con lui: la nostra roccia, in tutti i sensi. Paolo rappresentava il nostro giornale, Paolo viveva per il nostro giornale. A volte brontolava ed era bello sentirlo, perché così si scalfiva un po’ quella sua figura imponente e sempre presente e disponibile, l’essenza del giornalismo corretto, preciso e garbato. Paolo era uno di noi, tra noi.
Lo sport per Paolo era tutto. Il calcio per primo, ma non escludeva nessuna disciplina dalle “sue” pagine. Anzi, quando era costretto a lasciar fuori qualcosa, era molto contrariato. Non sbagliamo a dire anche che Paolo era tutto per lo Sport vercellese: a cominciare dal Gsd Canadà, gruppo in cui ha cominciato a giocare a calcio per poi esserne dirigente e, infine, presidente. Poi il Toro, la sua passione: aveva anche saputo creare una collaborazione tra i granata e il Canadà e ne andava molto fiero. Paolo Sala era anche punto di rifermento di tante altre società calcistiche e non solo, e di tanti sportivi. Il capitolo Pro Vercelli va a parte: le sue analisi e i suoi commenti non erano mai fuori dalle righe ma, soprattutto, erano per tutti, comprensibili a tutti: sia che volesse complimentarsi sia che volesse spronare la squadra.

L’attaccamento di Paolo a Vercelli è nei tantissimi ricordi che abbiamo letto, ovunque, di chiunque. Lui, con La Sesia, era presente in ogni circostanza e non era uno che bisognava presentare: tutti lo conoscevano. Forse anche per via del Panathlon e del Carnevale, altre realtà cittadine alle quali era molto legato, alle quali ha dato tanto. Ma, chi come noi viveva Paolo ogni giorno, sa che non c’è via, locale, attività, personaggio che lui non conoscesse; e se così non era, gli bastava una telefonata per verificare. Il nostro pensiero va a mamma Liliana e a Gabriele: siete anche voi parte della nostra famiglia. Vi conosciamo, almeno un po’, perché Paolo, di sua madre e di suo fratello, ci parlava spesso. Ci stringiamo a voi.
Con Paolo Sala se ne è andato un punto di riferimento, insostituibile. Non è retorica. Paolo era uno di noi, ma con una marcia in più.

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