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La protesta

Galleria Carrefour: "I negozi sono sicuri, perchè non farci aprire?"

La manifestazione dei negozianti contro la chiusura nei fine settimana

Galleria Carrefour

I negozi della galleria del centro commerciale Carrefour hanno abbassato simbolicamente le serrande

"La protesta di oggi è un modo civile per far valere i nostri diritti, tra cui quello al lavoro: i nostri sono luoghi sicuri e danno occupazione a tantissime persone”.

Così, stamattina (martedì 11 maggio), un rappresentante del Centro Commerciale Carrefour di Vercelli ha motivato la scelta di aderire alla manifestazione contro le chiusure nel fine settimane delle gallerie. Con un gesto simbolico i centri commerciali, inclusi Bennet di Vercelli e Villanova Monferrato, hanno dimostrato la loro disapprovazione: sono state abbassate le saracinesche dei negozi delle gallerie per alcuni minuti. “Chiudiamo perché vogliamo aprire” è infatti lo slogan di questa giornata promossa dalle associazioni del commercio, Ancd-Conad, Confcommercio, Confesercenti, Confimprese, Cncc–Consiglio nazionale dei centri commerciali e Federdistribuzione, che chiedono l’immediata revoca delle misure restrittive che da oltre 6 mesi impongono la chiusura dei negozi nei giorni festivi e pre-festivi.

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“I centri commerciali sono luoghi sicuri – ha spiegato il rappresentante del Centro Commerciale Carrefour – Vengono rispettate tutte le norme: all’interno ci sono tutte le comunicazioni per i clienti, rileviamo la temperatura e siamo anche in grado di sapere quante persone ci sono dentro al centro commerciale; quindi possiamo bloccare in anticipo gli ingressi ed evitare assembramenti. I nostri commercianti hanno avuto un danno economico non indifferente e sono 9 anni che insieme ai clienti siamo abituati ad essere aperti il sabato e la domenica. Con queste chiusure per la gente che lavora diventa difficile frequentare i centri commerciali. Inoltre, c’è il rischio che magari ci siano assembramenti in centro città – ha proseguito - Noi chiediamo semplicemente lo stesso trattamento che hanno tutti gli altri commercianti e un po’ di attenzione a un settore che dà lavoro a tantissime persone: ci sono oltre 700mila dipendenti a cui va aggiunto tutto il resto dell’indotto”. 

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“Io lavoro in galleria al Carrefour da circa tre anni – ha raccontato Lucia Pizzimenti di Phonetech - Il sabato e la domenica sono i giorni in cui si lavora di più e in cui c’è più movimento. Quindi questa chiusura è una perdita notevole dal punto di vista degli incassi. Inoltre, per noi dipendenti è anche una diminuzione di ore lavorative; siamo stati penalizzati da tutta questa situazione”.

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Anche Paolo Aiello della Piadineria di Riccione è della stessa opinione: “Vorremo riaprire perché gli ingressi contingentati, tutte le misure di sicurezza, il distanziamento e la rilevazione della temperatura ci tengono al sicuro. In questo modo abbiamo riversato le persone nei centri città, ma anche noi in sicurezza potremmo lavorare benissimo”.

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“Magari con qualche controllo in più, ma c’è la possibilità di lavorare anche il sabato e la domenica” ha detto Andrea Teti di Tim.

 

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