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Reparto di Psicologia

Vercelli: un libro per testimoniare le "ferite" del Covid

Colombari: "Col ricavato acquisteremo materiale per gli ambulatori"

Le ferite della cura

La copertina del libro

Un libro scritto per testimoniare quello che ha significato l’epidemia per gli operatori sanitari, per i malati e per i loro famigliari.

"Un segnale concreto, affinchè chi ha ancora dubbi e resistenze su questa epidemia si renda conto della realtà". Così Patrizia Colombari (nella foto), direttore della Struttura complessa di Psicologia dell’Asl Vercelli, commenta la pubblicazione de “Le ferite della cura. Racconti itineranti al tempo del Covid”, scritto da lei e dal suo staff, in collaborazione con il dottor Massimiliano Cau e con gli operatori della struttura. "Vorremmo condividerla col territorio per due motivi – spiega – In primis per testimoniare la drammaticità del periodo contrassegnato dal Covid e poi perchè, con il ricavato delle vendite, potremo acquistare materiale, come i test, destinato all’ambulatorio dei disturbi del comportamento alimentare e a quello per l’autismo. Sono strumenti molto costosi, ma necessari per l’efficienza degli ambulatori".

Patrizia Colombari

Nel libro si trovano sprazzi di racconti, poesie, frasi significative di psicologi, operatori sanitari, pazienti e loro famigliari: "La parte emotiva ma anche la parte sanitaria legata al vissuto quotidiano nel pieno della pandemia sono forti, intense, a volte drammatiche – sottolinea Colombari – L’idea iniziale è nata quando, dopo i primi ricoveri in Rianimazione, il primario Carlo Olivieri, sempre attento alla comunicazione con le famiglie, ci ha chiesto una mano perchè dal suo reparto non riuscivano più a far fronte alle richieste di notizie dai parenti". Così è nata la stretta collaborazione con la Struttura di Psicologia, che ha messo a disposizione il proprio personale per fare da raccordo tra l’interno dell’ospedale e le famiglie. "Non è stato semplice – confida la psicologa – Ci siamo trovati di fronte a dolori molto forti, di persone che hanno visto i loro genitori, i loro nonni, salire sulle ambulanze con le proprie gambe e non li hanno più riabbracciati. Per fortuna ora ci si è organizzati in modo da poter salutare i famigliari ricoverati, magari da un balconcino esterno, ma la prima ondata è stata davvero 'terrificante', anche per le condizioni gravi dei malati di Covid".

Il servizio di supporto è poi continuato anche dopo il lutto: "Durante tutto questo tempo, tra di noi ci sono state numerose videochiamate, anche perchè gli psicologi dell’Asl operano su diverse sedi, scambio di mail e di messaggi – prosegue Colombari – Ecco, da queste impressioni, da queste parole, da queste sensazioni, da questo confidarsi fatiche e sofferenze tra Vercelli, Borgosesia e il territorio è nata l’idea del libro, integrato poi da stralci di racconti e di pensieri di medici, infermieri e pazienti". Il volume, il cui ricavato, come già accennato, andrà a favore della dotazione degli ambulatori Asl dedicati ad autismo e disturbi alimentari, "è distribuito a Vercelli nelle librerie Mondadori e Sant’Andrea, alla Colibrì di Borgosesia e alla Centolibri e Dalla Rossi di Varallo, oltre che sul web. La pubblicazione è stata finanziata grazie al contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli e Biud10 – evidenzia la responsabile della Struttura di Psicologia – Voglio anche ricordare che è ancora attivo il numero di supporto psicologico Covid 0161.593488, dedicato a coloro che sono isolati in casa perchè positivi ed ai loro famigliari".

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