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Lutto a Trino

Addio a Marco Datrino, antiquario di fama internazionale

Dall'amicizia con Gorbaciov alle "aste ruspanti"

Addio a Marco Datrino, antiquario di fama internazionale

Trino piange il suo illustre concittadino Marco Datrino, antiquario di fama internazionale. Aveva 79 anni e viveva da anni nel canavese dove aveva sede la sua galleria d’antiquariato, esattamente a Torre Canavese. Era ricoverato all’ospedale di Ivrea.

Per i russi era il “mago” e l’amicizia che strinse con Michail Gorbaciov gli permise di averlo ospite durante l'inaugurazione della pinacoteca dedicata alla moglie Raissa a Torre Canavese. Diversi anni fa Marco Datrino in un’intervista rilasciata a La Sesia raccontò l’avventura di famiglia nell’antiquariato: suo papà Carlo, persona di gusto e grandi interessi, avviò l’attività a Trino nel 1946, subito un discreto successo che gli diede la possibilità di acquistare intere proprietà, dagli arredi del Castello di Montalenghe nel 1952 in poi. Marco nel ’60 iniziò a seguire il padre nell’attività e a scuola si era formato come antiquario generico. Nel 1968 la famiglia Datrino acquistò il castello di Torre Canavese dai Conti Balbo di Vinadio: negli anni ne acquistarono molti altri, rivendendoli sempre nel giro di poco tempo, ma non quello di Torre Canavese, fatto su misura per le mire dei Datrino e ben collegato a Torino.

Nel ’70 l’attività principale diventa quella di casa d’aste, dando successo a livello nazionale ai Datrino che aprì anche uno studio a Milano, diventando molto noti a livello internazionale grazie alla caratteristica di fare le aste in campagna, come amava dire Marco Datrino, “in maniera ruspante”. In seguito la famiglia decise di tornare all’antiquariato e all’inizio degli anni ’80 nasce la Galleria Antiquaria Datrino nel castello di Torre Canavese, puntano sull’alta qualità creandosi una buona clientela per un antiquariato d’elite. Il salto internazionale arriva nel ’90 lavorando con i Paesi dell’ex Urss e Marco Datrino in Russia divenne il “mago”. La prima mostra fu dedicata a “Due secoli di pittura russa” a cui seguirono le grandi esposizioni con il Ministero della Cultura Russa: nel 1993 “Tesori dal Cremlino”, nel 1994 “Gemme e diamanti”. Con i russi Datrino strinse rapporti fantastici, aveva una grande considerazione di Michail Gorbaciov che definì “uno dei più grandi statisti della storia, uno dei pochi che ha affrontato un mondo nuovo nel nome della pace”. Le famiglie Datrino e Gorbaciov ebbero uno stretto rapporto d’amicizia tanto che nel 2003 Michail con la figlia Irina si recò a Torre Canavese per inaugurare la pinacoteca dedicata a sua moglie Raissa. Dal 1995 il figlio Carlo iniziò a lavorare con Marco, nel ‘98 ci fu una nuova mostra di livello internazionale, “Arte in Ucraina”.

Antiquariato e cultura sono stati al centro della vita di Marco Datrino che col figlio Carlo diede un’altra svolta culturale dando spazio a quattro mostre dedicate alla valorizzazione dei pittori del Settecento in Piemonte: il paesaggista Vittorio Amedeo Cignaroli, i Realisti Piemontesi, Francesco Guala, i pittori di corte in Piemonte, Beaumont, Crosato, Van Loo. La passione per la cultura è continuata e negli anni scorsi Marco Datrino ha dato vita al libro "Un antiquario al Kremlino - storie di una famiglia di mercanti d'arte" che narra le vicende della sua famiglia e che venne presentato anche nella sua Trino alla quale è rimasto sempre molto legato.

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