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Rotary Club Vercelli

"Come consumiamo e consideriamo il cibo"

La professoressa Maria Cavaletto relatrice su: "L'alimentazione nell'Antropocene".

Tabella obiettivi Oms

Le Nazioni Unite hanno predisposto una tabella con 17 obiettivi da raggiungere entro il 2030

“Che cos’è l’Antropocene? Il termine sembra altisonante, in realtà è l’epoca geologica attuale, quella dominata dall’uomo e dalle sue attività sul nostro pianeta. L’Antropocene si colloca cronologicamente con l’avvento della rivoluzione industriale, con l’invenzione della macchina a vapore, con l’inizio dell’inquinamento (inteso come l’accumulo dei gas serra nell’atmosfera) a fine diciottesimo secolo”. Ha dato inizio così alla sua relazione Maria Cavaletto, professoressa ordinaria di Biochimica all’Università del Piemonte Orientale, che è stata ospite del Rotary Club Vercelli, presieduto da Luigi Omodei Zorini.


Argomento: ‘L’alimentazione nell’Antropocene’. “Il nostro pianeta non sta molto bene, bisogna trovare dei rimedi - ha affermato Cavaletto - nel 2015 le Nazioni Unite hanno predisposto una tabella con 17 obiettivi da raggiungere entro il 2030, che sembrava così lontano ma ci stiamo avvicinando con passi da gigante. Tutti quanti noi, quotidianamente, possiamo fare qualcosa per seguire queste dritte. L’obiettivo che inquadra l’alimentazione è il secondo: ‘zero fame nel pianeta’. Come si ci può arrivare? Bisogna ripensare ai nostri modelli: come consumiamo e consideriamo il cibo, a partire dallo sfruttamento del suolo, dall’agricoltura... L’ambiente, inteso come i cambiamenti climatici che stanno delineando ciò che succede nel mondo, e il cibo, sono strettamente correlati - ha spiegato - Nel 1987, l’Oms aveva già posto l’accento sul problema della malnutrizione come l’eccesso di nutrienti o la privazione: la fame nel mondo. È un problema attuale sul nostro pianeta, nonostante sia stato messo in luce anni fa”.


Dopo aver mostrato alcuni grafici con le percentuali di obesità e di popolazione denutrita nel mondo e aver spiegato il concetto di indice di massa corporea, Cavaletto ha proseguito: “La popolazione mondiale è in epidemia di obesità: questa condizione comporta rischi per la salute, tanto da far muovere tantissime associazioni a livello mondiale. L’obesità è la quinta causa di morte a livello mondiale: il trend è in aumento”. Entro il 2050 bisogna raggiungere l’obiettivo delle diete planetarie ‘Planetary Health Diet’: “Valide per tutto il mondo, salutari per l’uomo e per la terra, sempre rispettando gli accordi di Parigi del 2015 sul cibo e le Nazioni Unite. E senza dimenticarsi delle tradizioni culturali - evidenzia - Anche il Wwf si è prodigato nel produrre un report delle indicazioni su come comportarsi nei prossimi anni per arrivare a sostenere la popolazione mondiale che si suppone sarà di 10 miliardi di persone: come garantire cibo e condizioni di salute per tutti. Oltre ad un cambio di paradigma nel modello dell’alimentazione, dobbiamo imporci di evitare gli sprechi del cibo: in questo anno di pandemia e di Covid, qualcosa abbiamo fatto, imparando a razionalizzare il cibo e consumandolo fino in fondo, essendo chiusi in casa. Se vogliamo davvero migliorare - ha continuato - bisogna adottare delle buone pratiche di produzione, non dobbiamo sfruttare al massimo la nostra terra” ha concluso Cavaletto.

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