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Il campione che morì a Superga

Donazione del Toro Club Vercelli per il Centenario di Castigliano

Assegno di 500 euro alla Caritas Diocesana

Sala Paolo Greppi Renato Brunoro Gianni Cerruti Manuela

La consegna dell'assegno di 500 euro alla Caritas Diocesana

Eusebio Castigliano, soprannominato “Zampa di velluto”, il prossimo 9 febbraio (martedì) avrebbe compiuto 100 anni. “Bananu”, così lo chiamavano ai Cappuccini (suo rione di origine), è stato uno dei centrocampisti più eccellenti della storia del calcio italiano, morì a Superga nella tragedia del 4 maggio 1949. Originariamente impiegato come mezzala, divenne ben presto mediano. Ambidestro, emerse quale assoluto innovatore nel suo ruolo: giocatore molto prolifico sottorete, fu tra i primi mediani nella storia del calcio a specializzarsi anche nel cercare il gol, grazie alle sue violente e potenti conclusioni a rete. Cresciuto nella Pro Vercelli, disputò 4 campionati di Serie B, i primi due con le bianche casacche e i seguenti dopo il trasferimento allo Spezia. Durante la guerra si allenò con la Biellese e poi col Vigevano. Nel 1945 venne ingaggiato dal Torino dove esordì il 14 ottobre 1945 nel derby della Mole Juventus-Torino (2-1). Pur essendo schierato sulla mediana, vinse il titolo di capocannoniere del girone finale dell’anomalo campionato 1945/46 con 13 reti in 14 incontri. Ha totalizzato 7 presenze nella Nazionale maggiore, esordendo l’11 novembre 1945 a Zurigo nel pareggio 4-4 tra Svizzera e Italia. La prima e unica rete risale alla gara successiva, disputata a Milano, vinta sull’Austria per 3-2. 

E proprio il Toro Club Vercelli intitolato a Castigliano, che raggruppa oltre 150 tifosi granata vercellesi e non, ha deciso di celebrare la ricorrenza all’insegna della beneficenza. Un bel gesto per il sodalizio presieduto dall’appassionato Mario Francese.
Manuela Cerruti, factotum del club e moglie del presidente sottolinea: «Abbiamo deciso di devolvere 500 euro alla Caritas Diocesana di Vercelli da utilizzare per l’acquisto di prodotti alimentari di prima necessità da distribuire ai più bisognosi: lo abbiamo fatto nel nome del campione a cui facciamo riferimento e ai suoi 100 anni». 
Un’importante iniziativa in un anno che, di fatto, ha azzerato le attività ricreative comprese quelle del Toro Club.
«Non potendoci spostare e con gli impianti sportivi chiusi, non si è potuti andare ad assistere alle partite del Torino allo stadio - aggiunge Manuela Cerruti - Niente pullman, niente viaggi, niente emozioni dal vivo. Non per questo, però, abbiamo interrotto le funzioni sociali del nostro sodalizio. Così, oltre a richiedere una cifra simbolica di 10 euro per il tesseramento annuale, abbiamo pensato potesse essere cosa buona e giusta aiutare una delle principali associazioni cittadine in campo di assistenza agli indigenti e alle persone messe ulteriormente in difficoltà da questi tempi tristi e ricchi di problemi».

La consegna è avvenuta venerdì 5 febbraio nella sede della Caritas Diocesana di Vercelli in via Feliciano di Gattinara 10. Presenti per il Toro Club Vercelli Manuela Cerruti con i consiglieri Renato Greppi e Paolo Sala. A ricevere l'assegno Gianni Brunoro, direttore e guida della Caritas Diocesana. Paola Castigliano, figlia dell'indimenticato Eusebio, ha commentato: "Un'iniziativa davvero lodevole. Mio padre ne andrebbe fiero".

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