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CONTROLLI ARPA NEL VERCELLESE

Un quarto degli impianti termici fuori norma

Inquinamento: le utenze domestiche incidono più del traffico

inquinamento atmosferico tetti

Circa un quarto degli impianti termici controllati in provincia di Vercelli è risultato essere fuori norma. Il dato emerge dal report diffuso dall’Agenzia regionale per la protezione ambientale del Piemonte riferito al 2020, sulle analisi effettuate in tutte le province del territorio. Arpa infatti è l’ente incaricato del monitoraggio degli impianti di riscaldamento, con l’obiettivo di diminuire le emissioni inquinanti in atmosfera. Questo perché è proprio l’inquinamento proveniente da fonti domestiche il fattore che incide maggiormente sulla qualità dell’aria, con percentuali maggiori, per esempio rispetto alla circolazione delle auto. Spesso gli impianti, pubblici o privati, sono vetusti e quindi maggiormente impattanti sullo smog per via degli ossidi di azoto. Sta proprio ad Arpa “scovarli”, con la possibilità di sanzioni per i responsabili. «La maggior parte dei controlli riguardano gli impianti di riscaldamento centralizzati, con potenze termiche maggiori di 100 kilowatt, che riguardano più unità abitative», spiegano dall’Agenzia.

Nel 2020, nel Vercellese sono stati ispezionati 41 impianti e 9 sono risultati fuori norma, quindi sanzionati. Nel 2019 i controlli erano stati 17 con 4 multe. “Nel 2020 è aumentato significativamente il numero di ispezioni effettuate dall’Agenzia sugli impianti termici rispetto all’anno precedente, passando da un numero complessivo di 144 impianti controllati nel 2019 a quello di 233 nel 2020 passando da circa 5.500 unità abitative coinvolte nel 2019 a circa 11.000 unità nel 2020 - dicono gli autori del report - Più dell’80% dei controlli ha riguardato realtà complesse quali centrali termiche di condomini con numerose unità abitative. L’incremento dei controlli, realizzato nonostante il Covid, è stato possibile grazie a una riorganizzazione che ha attribuito ad Arpa Piemonte la competenza esclusiva sulle attività ispettive relative agli impianti”.

Arpa specifica poi che “nella maggior parte dei casi le sanzioni sono causate dal non rispetto del limite di concentrazione di ossidi di azoto nelle emissioni. Le altre cause che hanno determinato le sanzioni sono: mancata o non corretta contabilizzazione dei consumi, mancata o non corretta manutenzione, mancata registrazione dell’impianto sul catasto degli impianti termici”.

“Gli effetti di tali controlli non potranno che portare ad un rinnovamento degli impianti con notevoli vantaggi sulla riduzione di emissioni inquinanti e sull’efficientamento energetico”, il commento di Matteo Marnati, assessore regionale all’Ambiente.
“Un dato importante che può farci capire che tutti possiamo contribuire, anche solo con la corretta manutenzione degli impianti termici, a ridurre l’inquinamento ambientale”, il pensiero di Angelo Robotto, direttore generale di Arpa Piemonte.

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