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Verrà garantita una copertura maggiore

Vaccino: firmato l'accordo con medici di famiglia e farmacisti

Il Piemonte è una delle prime regioni a siglarlo

Medici vaccino Covid

La firma dell'accordo con i medici di famiglia

Accordo raggiunto, in Piemonte, per il coinvolgimento dei medici di medicina generale e farmacisti nella campagna di vaccinazione contro il Covid-19.
L’intesa tra la Sanità regionale e le rappresentanze sindacali dei medici di famiglia (Os Fimmg, Os Snami, Os Smi e Intesa sindacale) è stata siglata nel pomeriggio di martedì 19 gennaio nella sede dell’Assessorato regionale alla Sanità, alla presenza del presidente della Regione, Alberto Cirio, e dell’assessore alla Sanità, Luigi Genesio Icardi.

L’accordo con Federfarma Piemonte e Assofarm è stato invece firmato in serata, con l’assessore Icardi.

"Il Piemonte è pronto alla vaccinazione di massa attraverso le sue oltre 3.200 'sentinelle' sul territorio, cioè i propri medici di famiglia - commenta Cirio - Sono grato a tutti perché il Piemonte è tra le prime regioni a siglare un accordo di questo tipo, che ci permetterà di raggiungere in modo capillare tutti i cittadini e in particolare le fasce più fragili. Siamo pronti a partire non appena arriveranno le dosi del vaccino Astra Zeneca, la cui validazione è attesa a fine gennaio con prima consegna alle regioni intorno al 10 febbraio. Il Piemonte ci crede e sta mettendo il suo massimo impegno, perché prima vaccineremo tutti e prima usciremo da questa grave crisi".

«Rimettiamo in pista il collaudato tandem farmacisti-medici di famiglia che in appena due mesi ha permesso di vaccinare quasi un milione di piemontesi contro l’influenza. Un sistema di distribuzione e somministrazione dei vaccini – osserva Icardi - che ha dimostrato di funzionare bene e che sarà determinante anche sul fronte del Covid 19. E’ un risultato strategicamente molto importante, perché ribadisce il ruolo di primo piano dei farmacisti nell’ambito della medicina territoriale, consentendo una copertura vaccinale assolutamente capillare ed efficace".

Sottolinea ancora  Icardi: "Abbiamo siglato questo accordo che copriamo con risorse regionali, ma ho già convocato domani la Commissione Salute della Conferenza delle Regioni, che coordino, alla quale parteciperà anche il ministro Speranza, dove chiederemo che questa importantissima attività sia finanziata, perché è forse la più importante che l’emergenza Covid abbia messo in evidenza. La squadra con i medici di famiglia e con i farmacisti, sono certo che sarà una squadra vincente".

Operativamente, medici e farmacisti entreranno in azione non appena sarà disponibile il vaccino Astra Zeneca, o altro con analoghe caratteristiche, che consente modalità di conservazione (normali frigoriferi) compatibili con la somministrazione anche a domicilio, oltre che in ambulatorio. I medici di medicina generale potranno effettuare la somministrazione del vaccino direttamente nei propri studi, avvalendosi delle strutture messe a disposizione delle Aziende sanitarie (o dagli enti locali), oppure a domicilio degli assistiti, in caso di persone non deambulanti. Il target degli assistiti da coinvolgere in una prima fase sarà rappresentato dalle persone in età avanzata, in primo luogo ultraottantenni, e dalle persone non deambulanti che si sono già sottoposte a vaccinazione antinfluenzale.

L’accordo con i farmacisti riguarda in particolare due aspetti fondamentali del sistema vaccinale: la logistica e la somministrazione diretta del vaccino. Riguardo alla parte logistica, sulla quale la Sanità stanzierà circa un milione di euro, i farmacisti potranno occuparsi dello stoccaggio, della distribuzione e della consegna su prenotazione dei vaccini ai medici di medicina generale, secondo le collaudate procedure utilizzate nella campagna antinfluenzale. In più, la somministrazione del vaccino potrà avvenire direttamente in farmacia, con la supervisione di un medico. Sul piano economico, verranno retribuite dalla Sanità pubblica alla pari di quelle effettuate dai medici di medicina generale (circa 6,50 euro a iniezione).

Accordo vaccini farmacisti

Nelle fasi successive il target di popolazione da vaccinare seguirà le indicazioni nazionali e regionali. 

Particolare attenzione sarà rivolta nei confronti dei soggetti “scettici” che saranno contattati e informati sull’importanza della somministrazione del vaccino, sulla sua sicurezza e sulle controindicazioni temporanee alla somministrazione. I medici potranno vaccinare non solo gli assistiti in carico, ma anche altri assistiti comunque residenti nel territorio della Asl di riferimento. 

Per la Regione Piemonte, si stima un impegno finanziario tra i 30 e i 40 milioni di euro, calcolando, secondo i parametri nazionali, una platea tra i 2 e i 3 milioni di persone a carico dei medici di famiglia e tenendo conto anche del richiamo.


I rappresentanti di medici di famiglia e farmacisti si sono detti unanimemente soddisfatti della firma dell'accordo.

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