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La polemica

Fipe Vercelli prende le distanze da 'Io Apro': 'Rispettare le regole'

Saggia sulla protesta del 15 gennaio: 'Così si passa dalla parte del torto'

Jose Saggia

Jose Saggia, presidente Fipe per i ristoranti

“Capiamo il disagio e le difficoltà che i colleghi stanno affrontando in questo periodo, ma la nostra associazione non condivide un approccio così sfrontato e che vada contro le regole. Utilizzando questi metodi dalla parte della ragione si passa alla parte del torto”. Così Jose Saggia, presidente Fipe per i ristoranti, prende le distanze da “Io Apro”, l’iniziativa lanciata sui social che invita i ristoratori a restare aperti, a partire dal 15 gennaio, non rispettando le restrizioni anti Covid imposte dal Governo.

L’hanno denominata “disobbedienza civile” ed è stata ideata da un ristoratore di Pesaro, Umberto Carriera. La proposta è quella di mantenere aperti i propri locali, a partire da venerdì, anche dopo le 18 e quindi anche per cena. L’iniziativa, lanciata sui social, è diventata subito virale tanto che si dice che siano già 50.000 titolari di attività che abbiano deciso di aderire alla protesta. “Siamo al collasso, è una questione di sopravvivenza”, ha detto Carriera in una diretta tenuta con il leader della Lega Matteo Salvini. La volontà è quindi quella di aprire rispettando le regole imposte dal protocollo (distanziamento, numero massimo di persone sedute, obbligo della mascherina quando ci si alza dal tavolo), ma allargando la fascia oraria anche alla cena.  Con la promessa di fornire “assistenza legale” ai clienti che decideranno di violare le regole: se arriveranno le forze d’ordine, garantiscono, una squadra di 30 avvocati è già disposta a supportarli.

“Noi ci siamo fatti sentire in queste settimane perché ci siamo sentiti abbandonati, ma abbiamo portato avanti le nostre idee sempre in modo corretto, rispettando le regole e le istituzioni – precisa Saggia – Queste proteste vengono effettuate per disperazione: io sono vicino ai miei colleghi, specie quelli che stanno affrontando grandi difficoltà, ma non è questo il modo giusto”. Poi il presidente Fipe per i ristoranti aggiunge: “Può essere un vero e proprio autogol, perché c’è il rischio concreto di andare incontro a sanzioni pesanti, che sarebbero una vera e propria mazzata in questo moneto così complicato”.

L’iniziativa ha trovato molte adesioni nelle Marche, in Toscana, Emilia Romagna e Lombardia, ma a Vercelli nessuno sarebbe propenso ad accettare: “Questa manifestazione, in alcuni casi, ha riscosso simpatia e qualche commento favorevole tra i ristoratori, ma credo che nessuno parteciperà nel nostro territorio. C’è un’etica da rispettare e si affronterebbe un percorso pieno di incognite”, conclude Saggia.

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