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585° edizione

Asigliano, corsa dei buoi: vince il team Cascina Varalla - La fotogallery

Don Brusa: "Supplichiamo San Vittore di essere liberati dalla peste di questo tempo"

La trepidazione dell’attesa portata avanti da un anno all’altro, nel paese di Asigliano Vercellese, quest’oggi, domenica 9 maggio, ha lasciato il “passo” alla gioia per aver sciolto il secolare voto a San Vittore. Quelle decine di secondi, corse a tutta velocità fiancheggiando la chiesetta intitolata al compatrono, rappresentano un emblema per questa comunità, ancora fortemente legata alle tradizioni popolari tramandate di generazione in generazione.

Per via delle restrizioni imposte per la pandemia da coronavirus Covid-19, peraltro come già avvenuto lo scorso anno, anche questa 585ª edizione della “Corsa dei buoi” si è svolta a porte chiuse, senza pubblico, alla sola presenza di una ristretta cerchia di persone autorizzate. A tagliare per primo la linea del traguardo è stato Simone Giordano della cascina Varalla (coadiuvato a terra da Emanuele Pretta ed Edoardo Massano), seguito per un soffio dagli auriga del doppio gruppo “W San Vittore”, un carro guidato da Riccardo Manna (con l’assistenza di Glauco Varalda e Luca Olmo) e l’altro da Fausto Pastore (con l’appoggio di Sonny Caroselli ed Alfredo Galante), e al quarto posto dalla squadra della cascina Malfiossa capitanata dall’auriga Nicolò Olmo (accompagnato da Andrea Busto ed Edoardo Invernizzi). La patronale asiglianese è stata modulata dall’Amministrazione comunale e dai Priori di San Vittore, in sinergia con le forze dell’ordine e la Prefettura di Vercelli, per garantire la sicurezza sotto diversi punti di vista, consentendo alla popolazione di partecipare, seppur ad un solo appuntamento, aperto a tutti, ovvero la messa solenne che, anziché nella chiesa parrocchiale, è stata celebrata nel parco comunale. Una vicinanza spirituale che, anche in questo 2021, è riuscita ad unire gli asiglianesi con l’unica intenzione di rendere omaggio al loro amato San Vittore.

"In questa nostra “cattedrale” nel verde, celebriamo la gioia dell’Eucarestia - ha esordito nell’omelia il parroco, don Gian Franco Brusa, che, dopo il saluto alle autorità, ai Priori e agli intervenuti, si è rivolto ai giovani della Leva 2003 - A voi l’augurio, non solo di una buona festa, ma anche di una buona vita perché possiate realizzare tutti i vostri sogni; tutto quello che è nel vostro cuore diventi la vostra realtà". Ricollegandosi nuovamente al discorso di commiato di Gesù con i discepoli durante l’ultima cena, don Brusa ha proseguito l’omelia con queste considerazioni: "Come Cristo ci ha scelto, anche noi oggi sentiamoci scelti da Dio che ci ha convocati a celebrare questa festa per stare con noi e viverla con noi. Anche se siamo chiamati a viverla in un modo anomalo, ma non è mai anomalo il cuore di chi ama". Ieri mattina, sabato 8, durante l’incanto dei carri il sindaco di Asigliano Vercellese, Carolina Ferraris, aveva usato una bella metafora della casa, come “centro” aggregativo di valori, tradizioni, affetti e ricordi cari. Alla stessa stregua, anche il parroco ha voluto usare questa figura per parlare apertamente alla popolazione: "Noi siamo quei mattoni che formano la casa, che è la comunità, la casa delle case. Ma ben sappiamo che i mattoni, messi uno sull’altro anche da un abile muratore, non reggono niente se non sono cementati. Così siamo noi, cristiani dell’oggi, mattoni che formano questa comunità. Senza l’amore che ci lega l’uno all’altro, che ci cementa l’uno all’altro, siamo nulla".

Da qui un accorato invito agli asiglianesi: "Mettiamoci alla “scuola” di Vittore, non per vivere il martirio, ma per vivere l’amore per il Signore - ha chiosato don Gian Franco Brusa - Chiediamo e supplichiamo il nostro Santo di essere liberati dalla “peste” di questo tempo. Domandiamolo, davvero, con forza, con l’energia che ci è propria e che ci distingue. Asigliano è un numero uno: ci distinguiamo nell’amore, nel vivere questa realtà, questa festa che è ineguagliabile! Il mio augurio non può che essere uno: vogliatevi sempre bene, distinguiamoci per amore!"· Il senso di comunità richiamato sia ieri dal sindaco Ferraris che oggi dal parroco è stato “sperimentato”, al pari dell’anno scorso, con grandi altoparlanti che, nelle immediatezze del parco comunale, hanno diffuso nel “cielo” sopra Asigliano la messa, ma anche il sempre toccante inno del “Deus Tuorum Militum”.

In ragione delle suddette disposizioni restrittive, il resto del programma di questa mattinata si è sostanzialmente svolto in un’area interdetta al pubblico. Al termine della liturgia eucaristica, infatti, la consueta processione con l’urna contenente le spoglie del compatrono si è svolta alla sola presenza di un limitato gruppo di persone (munite di apposito pass), che si è diretto nella chiesetta di San Vittore e dunque sul percorso di “gara” per lo svolgimento della 585ª “Corsa dei buoi”. Vale ancora ricordare l’impegno di prevenzione e vigilanza profuso dalle forze dell’ordine per garantire il rispetto delle norme e il regolare svolgimento del programma di festa. Questo, altresì, alla luce del presidio di alcuni animalisti, all’altezza dello spartitraffico tra viale Garibaldi e la strada in direzione Pezzana, allestito per manifestare la contrarietà a questo genere di manifestazioni.

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