di Diego Melara
22 Febbraio 2026 13:14
La mostra di modellismo agricolo si conferma uno spazio apprezzato e partecipato all’interno della Fiera in Campo 2026. A sottolinearlo sono innanzitutto i numeri, che raccontano un’edizione importante: 56 espositori, capienza completamente raggiunta, e una provenienza geografica sempre più ampia, con presenze arrivate anche da Parma, Brescia e Cremona. Un risultato che premia il lavoro organizzativo e la crescente attrattività dell’evento, capace di rinnovarsi senza perdere la propria identità.
«Siamo particolarmente soddisfatti – spiegano gli organizzatori – perché quest’anno siamo riusciti ad ampliare ulteriormente lo spazio espositivo, aggiungendo un “pezzo di fiera” per non lasciare indietro nessuno. Il riscontro del pubblico è stato ancora una volta molto positivo». A colpire visitatori e addetti ai lavori è stata soprattutto la qualità delle opere esposte, con modellini che si sono distinti non solo per la fedeltà al reale, ma anche per originalità e dimensioni.
Accanto alle novità dell’annata, infatti, hanno trovato spazio modelli artigianali unici, come le grandi mietitrebbie realizzate interamente in ferro e acciaio, veri e propri “fuori scala” capaci di unire precisione tecnica e valore manuale. «Dietro a questi lavori c’è un autentico artigianato – sottolineano i curatori – che riproduce materiali, movimenti e fattezze dei mezzi reali. È una novità curiosa e di grande impatto, che arricchisce ulteriormente la mostra».
Dalle parole degli espositori emerge un filo conduttore comune: la passione. C’è chi, come Franco, collezionista proveniente dalla Franciacorta, racconta un percorso lungo anni, fatto di studio e attenzione al dettaglio, e chi arriva dalla provincia di Cremona per presentare un diorama dal forte valore affettivo, ispirato alla cascina di famiglia e ambientato negli anni Settanta, realizzato con materiali semplici come polistirene e gesso. Un esempio di come il modellismo diventi anche racconto della memoria rurale.
Colpisce anche la presenza delle nuove generazioni: un giovane modellista, appena diplomato meccanico, ha scelto di trasformare il proprio percorso di studi in un’officina in miniatura, simbolo di una passione coltivata fin dall’infanzia e destinata a crescere. «Non è scontato vedere ragazzi così giovani portare avanti questo interesse – raccontano – ed è uno degli aspetti più incoraggianti della mostra».
A chiudere il bilancio, ancora una volta, è la soddisfazione degli organizzatori: «L’affluenza sta confermando le aspettative e non possiamo che ringraziare la Fiera in Campo per l’ospitalità e tutti coloro che hanno collaborato alla riuscita dell’evento. L’appuntamento è già fissato al prossimo anno». Una promessa che, numeri e qualità alla mano, sembra poggiare su basi più che solide
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