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Visita al Ferrante Aporti

Piemonte, Caucino: "Migliorare strutture carceri minorili"

"L'obiettivo deve essere il recupero sociale"

Ferrante Aporti

“Nonostante gli sforzi delle persone che gestiscono le strutture di detenzione per minori e nonostante la qualità dei servizi offerti ai ragazzi credo che l’ambiente carcerario minorile, così come è in questo momento, non sia il luogo più adatto per raggiungere l’obiettivo finale, che è quello di recuperare i ragazzi che si sono resi protagonisti di violazione della legge a una vita normale e a fargli comprendere il valore della legalità”. Così l’assessore regionale al Welfare, Chiara Caucino, che nei giorni scorsi, accompagnata dal garante per i detenuti, Bruno Mellano e dalla Garante per l’Infanzia e l’adolescenza, Ylenia Serra, ha visitato l’istituto penale per minorenni «Ferrante Aporti» di Torino, unico in Piemonte, constatando diverse criticità.
L’obiettivo è quello di ristrutturare gli ambienti del carcere minorile in particolare per quanto riguarda le celle in cui vivono e dormono i ragazzi: “Ho trovato - aggiunge Caucino - strutture obsolete, servizi igienici non adeguati, che in alcuni casi non sono compatibili con la dignità dei ragazzi reclusi, che va comunque garantita. Non si tratta di creare un "albergo di lusso", ovviamente, ma un ambiente pulito, con strutture aggiornate, “psicologicamente” non deprimenti, in modo da rendere più efficace la pena e renderla davvero un momento di recupero e di redenzione. Questa situazione non facilita certamente la funzione correttiva della detenzione. Si rischia, in questo modo, di ottenere l’effetto opposto, con i ragazzi che, invece di comprendere i loro errori e di essere aiutati a non commetterli più, si ritrovano, a fine pena, nelle condizioni di delinquere ancora. Ecco perché credo che compito della politica sia anche quello di garantire per tutti, ma a maggior ragione per i minori - strutture funzionali e dotate di tutti i servizi necessari per essere aiutati nel processo di pieno recupero nella società”. “E’ mia intenzione - conclude Caucino - rafforzare anche gli istituti a custodia attenuata per detenute madri, dal momento che la detenzione della madre non deve in alcun modo penalizzare la crescita e il rapporto con i propri figli”.

“Osservare gli spazi e il contesto della detenzione minorile aiuta a comprendere l’urgenza di prevedere luoghi e modalità diverse per l’esecuzione delle pene innanzitutto per i minori - ha aggiunto il Garante per i detenuti, Bruno Mellano- Al momento sono meno di 400 i giovani detenuti (circa 20 le ragazze) nei 17 istituti penali minorili italiani, mentre le donne recluse nelle carceri per adulti sono tuttora ben 2.255 (attorno al 4% della popolazione detenuta)”.

“È stata un’esperienza importante - conclude la garante per l’infanzia e l’adolescenza Ylenia Serra - per vedere la struttura, confrontarsi con la direzione e apprendere, anche dalla viva voce dei ragazzi, come si sviluppa la loro quotidianità. Al momento della visita erano presenti complessivamente 24 ristretti, di cui 12 infra diciottenni e 12 di età compresa tra i 18 e i 25 anni. È stato sicuramente un passo importante per conoscere e approfondire le condizioni di vita e le aspirazioni di chi è ospite degli Istituti penali per minori e una sfida per un maggiore impegno nella promozione di progetti educativi e di prevenzione del disagio giovanile e nel sostegno alle famiglie”.

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