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Resta valida la proposta della gestione dei sedimenti alluvionali

Crescentino, no alla cava ma sì alla pulizia del Po

C'è però l'opposizione del comune di Chivasso

Landoglio, Crescentino

Il Comune di Crescentino dice no alla cava ma sì alla pulizia dei fiumi. Allara Spa, azienda leader nella produzione di aggregati naturali, presenta due progetti in Regione Piemonte. Un primo a dicembre 2019 denominato “Programma operativo di gestione dei sedimenti alluvionali dell’alveo del fiume Po”. L’intervento riguarda il nodo di confluenza Po-Dora Baltea e interessa un’area complessiva di escavazione di circa 162 mila metri quadrati, per un volume totale lordo di circa 578 mila metri cubi di materiale. Il cronoprogramma indica in 5 anni la durata dei lavori. L’area ricade a ridosso del territorio di Crescentino, in località Landoglio, ma interessa anche i comuni di Brusasco e Verrua Savoia. Il proponente intende realizzare un canale con finalità idrauliche e un’area di rinaturazione tramite asportazione di materiale roccioso dall’alveo del fiume. Nel settembre 2020 l’azienda presenta un secondo progetto inerente un intervento di rinaturazione connesso a movimentazione ed estrazione inerti in località Sasso.

Il proponente nei giorni scorsi ha annunciato il ritiro del progetto. Ben diversa invece la posizione relativa alla gestione dei sedimenti alluvionali. In questo caso il no arriva dal sindaco del Comune di Chivasso, Claudio Castello, contrario a far arrivare a Pratoregio (frazione di Chivasso) parte del materiale estratto a Landoglio. Castello punta il dito sul notevole aumento di traffico di camion che provocherebbe l’intervento. 

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