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Da Vercelli a Oslo: il viaggio sonoro di Giuseppe Garavana con Matt Pascale, Matteo Magnaterra e Luis Landa

Dieci giorni di musica, identità e atmosfere crepuscolari: il racconto dell'artista vercellese e i nuovi progetti tra rock, jazz e sperimentazione

Da Vercelli a Oslo: il viaggio sonoro di Giuseppe Garavana con Matt Pascale, Matteo Magnaterra e Luis Landa

Ci sono passioni e sogni che puoi cogliere in tutte le loro sfumature. Quelle da catturare non solo in ciò che si ascolta e che ti portano una sera a suonare in un locale della provincia e qualche ora dopo a ritrovarsi in Norvegia. Tutto nel frangente di poco. E se a volte tutto cambia, la determinazione e la professionalità restano. È questa la storia di Giuseppe Garavana, giovane vercellese che, insieme a Matt (Mattia) Pascale, Matteo Magnaterra e Luis Landa, ha recentemente vissuto un’esperienza di oltre dieci giorni a Oslo. Un viaggio che è stato un incontro tra anime artistiche: «È un'esperienza che devo all’invito e collaborazione del chitarrista blues e voce Mattia Pascale, con il bassista Matteo Magnaterra e con il batterista Luis Landa. In quei giorni abbiamo spaziato tra inediti e cover per lo più di repertorio inglese».
Durante l’esperienza si è dato vita a un percorso sonoro eterogeneo: «Non suoniamo insieme regolarmente, ma ogni volta mi lusinga collaborare con loro e avere la possibilità di essere me stesso» sottolinea Garavana.
Con la capacità di trovare, nel collettivo, lo spazio per la propria identità più autentica. Senza poi dimenticare qualche aneddoto legato alle nuove esperienze e conoscenza del posto: «La prima particolarità - prosegue - è legata alla luce; è una città molto crepuscolare ma con tantissimo pubblico pronto ad ascoltare».
Un’esperienza che non guarda alle pretese, ma con la volontà anche solo di portare un pezzo di sé e del proprio mondo ad altri. Un lavoro costante quello di Garavana e con nuovi progetti in corso: «La mia passione negli ultimi anni mi ha portato a creare un mio studio di registrazione» spiega. E poi vi sono ancora le attività con i Pillheads e i S.A.D.O, mantenendo un approccio sempre vicino al rock e mescolando psichedelia e punk.
Tuttavia, la ricerca non si ferma: tra i suoi progetti più recenti ne figura anche uno legato più strettamente al mondo del jazz, misto a musica contemporanea.

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