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Crescentino

Boscaro e Cianfoni al Summer book festival

I due autori hanno raccontato anche molto di sé

summer book festival

Venerdì sera i protagonisti del Summer book festival di Crescentino hanno giocato in casa.

Riccardo Boscaro con “Viola” e Giuseppe Paolo Cianfoni e “Il mio primo tutù” hanno intrattenuto il pubblico svelando molto di sé.

La serata, condotta da Piero Spotti di Grappolo di Libri di Acqui Terme, si è snodata tra temi di grande spessore presenti nei libri degli autori: passione, spiritualità, amicizia.

"La passione è qualcosa che esiste anche inconsapevolmente in ognuno di noi – dice Cianfoni - per molte persone è un universo ancora da esplorare perché oggi la situazione che stiamo vivendo tende a schiacciare la passione e i sentimenti, la passione è lo stato spirituale che innalza l’essere umano".

Altro denominatore comune tra i due libri è la realtà.

"Ho fatto studi per cui sognavo di progettare ponti e strade poi mi sono trovato a fare l'agricoltore, un lavoro duro - spiega Boscaro - la scrittura arriva in pieno lockdown, in un periodo molto triste della mia vita. Tutto quello che si legge è accaduto realmente, poi ho adattato il tutto al romanzo e i pensieri si sono tradotti in un racconto".

"A qualcuno il lockdown ha fatto bene, ci siamo trovati soli con noi stessi – conferma Cianfoni - la parola in auge era resilienza come adattamento a situazioni nuove ma non so quanto saranno adattabili le nuove generazioni. Non è il mio primo libro ma il mio primo romanzo, quelli precedenti erano manuali tecnici. Sono situazioni di vita reali, nate nella scuola di danza".

 

L’esibizione delle allieve della scuola di danza Moon dance di Lisa Parpariola ha creato intervalli molto applauditi, tra i racconti della coltivazione del riso e i primi timidi passi di un ragazzino innamorato della danza classica.

"In quegli anni c’erano molti pregiudizi nei confronti dei ballerini. Il mio primo approccio con il movimento sono stati la ginnastica e l’atletica leggera. Ho iniziato la mia avventura con la danza tenendo nascosta la calzamaglia nella borsa di atletica – aggiunge Cianfoni - Ho poi avuto una sorpresa dai miei amici del campo Coni: sono venuti a vedere il mio primo saggio facendo un tifo da stadio".

Tra le pagine del libro di Boscaro ci sono  avventura, azione, intrigo, sentimenti come l’amicizia, la rettitudine, la fratellanza, il senso del dovere e l’amore, ogni paragrafo di questo racconto attinge a piene mani da esperienze realmente vissute, naturalmente romanzate.

"Ho origini valdostane, sono appassionato di montagna fin da ragazzino - spiega Boscaro - quando sono partito per fare il servizio militare ho vissuto l’anno con fatica, era fatica vera, ho fatto il militare sul serio. I personaggi sono reali, cosa succede nel libro ho dovuto andare a cercarlo, mi sono documentato perché gli armamenti, i mezzi di trasporto, sono più moderni di quelli che ricordo. Penso che la guerra, anche se io l’ho fatta solo simulata, è una cosa che gli uomini dovrebbero respingere senza nessun tipo di dubbio. Bisogna trovare nelle persone gli aspetti che uniscono".

 

Racconta Cianfoni: "La danza è un lavoro corale, nel 1984 in teatro eravamo quasi 1000 dipendenti, coro, orchestra, tutta la parte artistica e poi quella tecnica, fino al sovrintendente, se una sola di queste persone non sa fare il suo lavoro la macchina si inceppa. La danza innalza verso l’universo, tende a sfidare le leggi della natura, soprattutto quella della gravità e ci avvicina di più a Dio".

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