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Diocesi di Casale Monferrato

Restituite due opere del Moncalvo rubate a Borgo San Martino nel 1996

Recuperate dal Nucleo per la Tutela del Patrimonio culturale di Torino

Il Moncalvo

Casale Monferrato: restituite alla diocesi due opere de "Il Moncalvo". Il 7 luglio nella sala 'Carlo Cavalla' del seminario, alla presenza del vescovo, monsignor Gianni Sacchi, del comandante del Nucleo per la Tutela del Patrimonio culturale (TPC) di Torino, tenenete colonnello Silvio Mele e del comandante del Nucleo operativo e Radiomobile della Compagnia di Casale Monferrato, si è tenuta la cerimonia per la restituzione di due importanti pale d’altare di Guglielmo Caccia detto “Il Moncalvo” (1568-1625), che torneranno ad ornare la chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Quirico e Giulitta di Borgo San Martino.

I dipinti, raffiguranti la Madonna del Rosario e l’Annunciazione furono sottratti nella notte tra il 22 e il 23 novembre del 1996. Erano stati da poco restaurati ed erano momentaneamente depositati all’interno della sacrestia della chiesa in attesa di essere nuovamente rimontati sopra gli altari laterali. Proprio quella notte, i ladri, approfittando di un malfunzionamento dell’allarme, sfondarono la porta e rubarono le opere. I due dipinti, già esposti nel 1971 alla pinacoteca della Galleria Sabauda, sono capolavori di grande importanza del maestro piemontese.

Le due pale d’altare recuperate, databili tra il 1599 e il 1601-1602, rappresentano due straordinari capisaldi della prima maturità del Caccia, fase della carriera in cui si formò il suo personale linguaggio artistico caratterizzato da una morbida pennellata, da vibranti gamme cromatiche ma soprattutto dalla delicatezza e dolcezza espressiva dei suoi tanti personaggi come possiamo ammirare nei delicati volti delle Madonne, dei putti e dei fedeli nelle tele di Borgo San Martino. 

Sono state rinvenute in una soffitta dello stabile di Valenza a marzo del 2021 da un privato che le aveva scoperte nel corso di una ristrutturazione di un immobile appena acquistato. Impossibile risalire oltre alla provenienza delle opere. La loro collocazione sul mercato legale, sarebbe stata impraticabile grazie alla pubblicazione delle opere nei bollettini di ricerca e l’inserimento delle fotografie sul sito istituzionale tpcweb.carabinieri.it. Infatti, il Comando TPC ha da tempo elaborato una specifica applicazione per dispositivi mobili dando la possibilità a chiunque di verificare la provenienza illecita di numerose opere d’arte.

Si tratta dell’applicazione “iTPC”, un semplice ma straordinario strumento tecnologico che consente la ricerca fotografica delle opere e le compara con una selezione della Banca Dati dei beni illecitamente sottratti. L’evidenza probatoria delle due importanti e famose opere d’arte a indotto la Procura di Alessandria a disporre la loro restituzione alla Diocesi di Casale.

Poste sotto sequestro, le tele sono state poi affidate in custodia al Direttore dell’Ufficio per i Beni Culturali della Diocesi di Casale l’8 aprile 2021 e, nella stessa data, sono state sottoposte all’esame della restauratrice Maria Grazia Ferrari che ne ha analizzato lo stato conservativo. Nonostante a un primo sguardo le opere si presentino in discrete condizioni e prive di significative tracce di polvere e di sporco superficiale, un’attenta analisi ha evidenziato tuttavia alcune criticità che risultano di maggiore entità nella Madonna del Rosario dove lacerazioni, distacchi, cadute di colore e macchie di umidità necessiterebbero di restauri che, da una prima stima, ammonterebbero complessivamente a circa 20.000 euro. 

Con la chiusura delle indagini, comunque, il patrimonio culturale diocesano è ritornato in possesso di due opere di grande valore, importanti testimonianze non solo della devozione della comunità di Borgo San Martino, ma anche dell’operato di uno degli artisti più noti, capaci e prolifici del territorio. Al fine di proteggere, tutelare e allo stesso tempo valorizzare tale riacquisizione, si procederà alla catalogazione digitale delle opere mediante la creazione di schede inventariali CEI-OA che saranno rese pubbliche e fruibili a tutti attraverso il portale dei Beni Culturali Ecclesiastici BeWeb. La Diocesi di Casale Monferrato in collaborazione con il parroco don Simone Viancino e la Soprintendenza valuterà, inoltre, le tempistiche e le modalità per il ricollocamento delle tele in parrocchia.

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