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Vercelli - Rassegna Musa

Panariello: un viaggio scanzonato ma profondo dalla gavetta al successo

La gallery dello spettacolo in piazza Antico Ospedale

Vercelli, rassegna comunale Musa: tra passato e presente, un viaggio ironico, scanzonato ma profondo dall’anno della sua nascita, il 1960, attraversando la gavetta dei primi tempi, fino al successo negli anni ‘90 e ai giorni nostri. Questo è stato “La favola mia”, lo spettacolo messo in scena da Giorgio Panariello giovedì 7 luglio in piazza Antico Ospedale.

Una comicità genuina quella dell’attore fiorentino, che con la sua spontaneità e il suo talento, aiutati dalla cadenza toscana, ha saputo catturare l’attenzione del pubblico fino alla standing ovation finale, portandolo ora a ridere ora a riflettere su tematiche di rilievo.

Due ore di spettacolo intense e ben calibrate fra il Giorgio di ieri e il Giorgio di oggi, passando per il suo repertorio di personaggi più conosciuto, in particolare il mitico Renato Zero: “Madame fu la canzone che mi folgorò. Pian piano mi venne sempre più voglia di imitarlo: non mi liberai più di lui, così come lui non si liberò più di me” ha dichiarato divertito.

L’infanzia trascorsa con i nonni che gli fecero da genitori, il boom economico che “non sfiorò la nostra famiglia, ma tutto sommato si riusciva a vivere dignitosamente”, i mitici anni ‘80 e i primi lavori in radio negli anni ‘90. “In quel periodo iniziai a lavorare in cantiere nautico da mio zio a Viareggio e nel frattempo muovevo i miei primi passi in ambito radiofonico, ma fu con lo show televisivo Torno sabato che la mia favola divenne realtà”.

E nonostante il buio attraversato insieme al fratello Franco, cui l’attore dedica una canzone a fine spettacolo, a giudicare dall’affetto con cui Giorgio è stato accolto e acclamato, chiamato a ritornare sul palco più volte perchè gli applausi non finivano mai, questa è una favola a lieto fine.

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