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Lingua piemontese e tradizioni

Coj ‘d Vilanòva ai diso e ai chinto: due libri corali sul paese

"In ogni pagina, il cuore e la mente di chi ha raccontato e scritto"

Villanova Monferrato

Due libri corali su Villanova. Nell’Auditorium San Michele sono stati presentati due libri in lingua piemontese, nella variante di Villanova. Il sindaco Fabrizio Bremide ha ricordato l’importanza delle nostre radici, che troviamo soprattutto nel dialetto. A presentare sul palco si sono alternati i villanovesi Massimo Bondrano, Antonio Costanzo e Cristina Garavello, la poetessa Anna Perucca da Motta de' Conti e Fernando Barbano da Borgo San Martino.

Sono frutto di un lavoro di gruppo, iniziato nel 2007, sotto la guida dei tre insegnanti di lingua piemontese Jean Michel Novero, Carlo Comoli e Silvana Berra. Questi maestri hanno insegnato a scrivere correttamente il dialetto; mentre nella lingua italiana le vocali sono ben distinte e sono solo 5, nella lingua piemontese sono di più e un po’ mischiate. Al fine di facilitare la lettura, si è pensato di iniziare con un glossario “Coj ‘d Vilanòva ai diso” che riporta nomi di piante, animali, attrezzi di lavoro e parole di uso comune, con la relativa traduzione. Il secondo libro “Coj ‘d Vilanòva ai chinto” inizia con le notizie storiche del paese e la mappa del comune, risalente al 1790 con le contrade e le regioni in italiano e in dialetto.

Non è mancata una “listoria” in dialetto, un dialogo tra il Signore e San Pietro. Il ricavato delle offerte ricevute per i due libri verrà utilizzato con progetti per abbellire il paese. Per chi volesse fare un tuffo nel passato, i libri sono ancora disponibili presso la Biblioteca di Villanova. Riguardo a questi libri Anna Perucca dice: "Sono il frutto di una lunga collaborazione tra i partecipanti alla scuola organizzata a Villanova dal movimento Gioventura Piemonteisa per la conservazione del patrimonio culturale dei nostri luoghi e delle nostre parlate. Sono libri a lungo meditati, corali e cordiali, perché in questa scuola continuamente emergevano ricordi familiari e parole portatrici di antichi valori, affetti, sentimenti, parole che non potevano essere, dimenticate ma testimoniate in un’opera che appartenesse all’intero paese e nella quale tutti gli abitanti si potessero riconoscere. Dentro ogni pagina, il cuore e la mente di tutti coloro che hanno pensato, raccontato e scritto".

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