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Anacoleti - stagione Empátheia

Così è (o mi pare) cala il testo pirandelliano nella società moderna

Due repliche domenica 6 febbraio

Così è (o mi pare) Anacoleti

Per il quinto spettacolo della stagione “Empátheia - 2021-2002” la compagnia vercellese degli Anacoleti riapre finalmente al pubblico le porte della propria Officina di corso De Gregori 28 ospitando domenica 6 febbraio due repliche di “Così è (o mi pare)”, riscrittura per realtà virtuale dell’opera Così è (se vi pare) di Luigi Pirandello, adattata e diretta da Elio Germano, anche interprete del personaggio Lamberto Laudisi.

Il progetto è stato realizzato da Fondazione Teatro della Toscana, Infinito Produzioni Teatrali, Gold Productions e, proprio per il Teatro della Toscana, le nuove tecnologie si configurano come campi di ricerca per affrontare i classici da un punto di vista differente. La grande opportunità è quella di creare progetti specifici fruibili in maniera non sostitutiva al teatro. Ovvero, creazioni che nascono dal teatro e che al teatro ritornano. La sfida è sui contenuti e sui modi per realizzarli, come avviene in Così è (o mi pare). Le riprese si sono svolte presso la Tenuta Bossi dei Marchesi Gondi di Pontassieve e il Teatro della Pergola di Firenze che con il suo direttore artistico Stefano Accorsi ha fortemente voluto questo progetto, quale segnale dell’inizio di un cammino ideativo comune con Elio Germano.

In un salotto dell’alta borghesia si sviluppa Così è (se vi pare) di Luigi Pirandello che mette in discussione l’idea di “verità assoluta”: un intero paesino viene turbato dall’arrivo del signor Ponza e della signora Frola, un genero e sua suocera che sembrano raccontare versioni diverse di una stessa storia con “protagonista” la moglie e figlia, la signora Ponza. I cittadini non sanno più a chi e a che cosa credere, ma non possono smettere di indagare alla ricerca di una verità che, forse, non esiste.

Così è (o mi pare) cala il testo pirandelliano nella società moderna, dove “spiare” l’altro risulta ancora più semplice grazie all’uso dei nuovi media. Lo spettacolo è stato infatti pensato per essere realizzato in realtà virtuale, un nuovo strumento tecnologico, tra cinema e teatro, in grado di porre lo spettatore al centro della scena. Tramite cuffie e visori il pubblico si trova a essere non più a teatro, ma all'interno del lussuoso appartamento dove si svolge la storia, più precisamente all'interno del corpo di uno dei personaggi, che vede e ascolta tutto: il Commendator Laudisi, anziano padre di Lamberto, su una sedia a rotelle, invenzione non presente nel copione originale. Si apre così la possibilità di un'esperienza unica nel suo genere, utile alla finalità del racconto e alla riflessione sul tema pirandelliano di cosa sia reale e cosa sia vero.

La prospettiva è duplice: individuale e collettiva. Attraverso la visione simultanea, lo spettatore si trova immerso nella stessa vicenda a cui assistono gli altri, ma può scegliere lui dove e cosa guardare. Contemporaneamente, nello stesso spazio, altre persone fanno la sua medesima esperienza tanto che al termine è possibile confrontarsi rispetto a quanto visto e sperimentato. Esattamente come a margine di uno spettacolo teatrale o di un film.

Domenica 6 febbraio: Officina Anacoleti in corso De Gregori 28 a Vercelli, prima replica alle 17; seconda replica alle 21,30. 
Prevendita online vivaticket.com; prenotazione obbligatoria scrivendo a [email protected]. E' necessario esibire il Green pass all’ingresso del teatro ed indossare in sala la mascherina Ffp2. I visori e le cuffie sono completamente igienizzati prima di ogni replica, nel rispetto della sicurezza degli spettatori.

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