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Vercelli -Teatro Civico

“Museo Pasolini”: il 14 gennaio in scena Ascanio Celestini

Quarto spettacolo della stagione “Empátheia” di Officina Anacoleti

Ascanio Celestini

Ascanio Celestini in scena

Venerdì 14 gennaio alle 21, sul palco del Teatro Civico di Vercelli andrà in scena lo spettacolo “Museo Pasolini”, di e con Ascanio Celestini. Si tratta del primo spettacolo dell’anno nuovo, il quarto della stagione teatrale 2021/2022 “Empátheia” di Officina Anacoleti. Grande narratore del nostro tempo, testimone di una Italia raccontata con grande lucidità, Celestini inventa e crea un possibile “Museo Pier Paolo Pasolini”

Secondo l’International Council of Museums, le cinque funzioni di un qualsiasi museo sono: ricerca, acquisizione, conservazione, comunicazione, esposizione. Perché dedicare un museo proprio a Pier Paolo Pasolini? L’intento non è solo quello di celebrare - non è questo lo scopo di un museo, ma quello, appunto, di ricercare per esporre, di conservare per trasmettere e tramandare. Un museo è un luogo in cui passato, presente e futuro si fondono nella creazione di un tempo unico, che ricorda, impara e assorbe. Pasolini ha raccontato l’Italia, tutto ciò che è successo nel nostro Paese, e nella ricerca delle sue opere e dei suoi lavori, Celestini crea un Museo ideale.

Come potrebbe essere un Museo dedicato a Pasolini? In una teca potremmo mettere la sua prima poesia, di quei versi resta il ricordo di due parole, “rosignolo” e “verzura”. È il 1929, lo stesso anno in cui Mussolini firma i Patti Lateranensi, Gramsci ottiene carta e penna e comincia a scrivere i Quaderni dal carcere.

Qual è il pezzo forte del Museo Pasolini? Cosa dobbiamo cercare? Quale oggetto dovremmo acquisire da collezioni private o pubbliche, recuperare da qualche magazzino, discarica, biblioteca o ufficio degli oggetti smarriti? Cosa siamo tenuti a fare per conservarlo? Come possiamo comunicare attraverso di lui? In quale modo esporre Pier Paolo Pasolini? - queste le domande le domande alle quali Celestini cercherà di rispondere, attraverso le testimonianze di uno storico, uno psicoanalista, uno scrittore, un lettore, un criminologo, un testimone che ha conosciuto personalmente Pasolini.


Ascanio Celestini, attore, regista e autore teatrale italiano, è considerato uno dei rappresentanti più importanti del nuovo teatro di narrazione. I suoi spettacoli, preceduti da un approfondito lavoro di ricerca, hanno la forma di storie narrate in cui l'attore-autore assume il ruolo di filtro con il suo racconto, fra gli spettatori e i protagonisti della messa in scena. Tra i suoi spettacoli si ricordano: “Cicoria. In fondo al mondo, Pasolini” (1998); la trilogia “Baccalà (il racconto dell'acqua), Vita, morte e miracoli”; “La fine del mondo” (1998-2000); “Radio clandestina” (2000); “Fabbrica” (2002); “Scemo di guerra. Roma, 4 giugno” 1944 (2004); “La pecora nera. Elogio funebre del manicomio elettrico” (2005); “Live. Appunti per un film sulla lotta di classe” (2006); Il razzismo è una brutta storia (2009); “Discorsi alla nazione” (2013). Nel 2007 ha girato il documentario “Parole sante”, incentrato sul tema del lavoro precario, e contemporaneamente è uscito con lo stesso titolo il suo primo album di canzoni; è del 2010 il suo primo lungometraggio, “La pecora nera” tratto dall'omonimo spettacolo teatrale, racconto sull'esperienza dei manicomi e sull'alienazione dell'odierna società dei consumi, cui ha fatto seguito nel 2015 la pellicola cinematografica “Viva la sposa”. Tra le sue pubblicazioni più recenti si segnalano “Io cammino in fila indiana” , “Un anarchico in corsia d'emergenza” (con Laura Gargiulo), “Barzellette” e “I parassiti. Tre vite ai tempi del contagio”.

Prevendita online (solo interi) vivaticket.com; biglietteria del teatro dalle ore 20 la sera dello spettacolo; possibilità di utilizzo "Carta Docente" e "18 app" (solo in biglietteria).

Informazioni su www.anacoleti.org o all'indirizzo email: [email protected]

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