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Associazione Architetti Arco Alpino

Attraverso le Alpi, racconto fotografico delle trasformazioni del paesaggio

Mostra al Palazzetto dello Sport di Alagna

Attraverso le Alpi

"Attraverso le Alpi", un racconto fotografico delle trasformazioni del paesaggio alpino. E' uno dei progetti più qualificanti della “Associazione Architetti Arco Alpino”, che riunisce gli Ordini professionali degli Architetti, Paesaggisti, Pianificatori e Conservatori delle province di Aosta, Belluno, Bolzano, Cuneo, Novara e Verbano Cusio Ossola, Sondrio, Torino, Trento, Udine e, naturalmente, Vercelli: oltre 15 mila professionisti iscritti. Due parole per entrare in contatto con il grande pubblico e non soltanto con gli “addetti ai lavori”, che già conoscono questa realtà professionale.

"L’associazione - spiega Marina Martinotti, presidente dell'Ordine degli Architetti della provincia di Vercelli -  è nata nel 2016 seguendo l’intuizione di quei colleghi che da tempo avevano colto l’esigenza di dare “voce alla Montagna” o, almeno, “più” voce: perché la Montagna è cultura, sport, economia, turismo, ma pone e propone anche un impegno particolare dal punto di vista dell’attenzione che il territorio merita ed esige da punto di vista professionale. Che significa, anche e soprattutto, saperne “leggere” l’identità, le trasformazioni, le aspettative di valorizzazione. Insomma, un lavoro che gli architetti – ci si conceda questa convinzione - credono di saper fare. Ma è sempre necessario il confronto con i Colleghi, con le esperienze maturate in altre realtà locali, che significa, sempre più spesso, anche familiarità con normative specifiche, come messe a fuoco dalle rispettive realtà istituzionali. L’associazione ha subito puntato, così, su occasioni di impegno molto pratiche. Si sono messi a confronto, per esempio - una delle prime iniziative, nel 2016, soltanto pochi mesi dopo la nascita dell’associazione - i progetti di valorizzazione e recupero di borgate e alpeggi".

A Bolzano, si sono presentati oltre 240 lavori, premiando i quattro migliori. Fu un battesimo di buon auspicio per il Piemonte, che vide sul primo gradino del podio il “Recupero della Borgata Paraloup” in Valle Stura, come realizzato da Colleghi della provincia di Cuneo. "Oggi, per il secondo anno, ci cimentiamo con una delle componenti essenziali per ogni attività progettuale e non solo in montagna: la realizzazione di materiale fotografico - prosegue Martinotti -. Un racconto fotografico “scritto” da più di 250 colleghi, dall’estremo confine occidentale francese a quello orientale sloveno, centinaia di scatti selezionati, 10 territori provinciali coinvolti e indagati a fondo, migliaia di chilometri di percorsi, 12 valli, soprattutto secondarie, e un proposito: indagare i segni, le tracce e i caratteri che servono a raccontare la storia del vasto paesaggio culturale alpino fatto di architetture, linguaggi e usi. E rintracciarne - attraverso le forme dell’abitare, le risorse, le produzioni e i meccanismi di ieri e oggi - segnali e moniti di abbandono e degrado e, all’opposto, esempi di riappropriazione contemporanea".

Tre sono i “capitoli” nei quali si sviluppano queste pagine fotografiche. Il primo è mirato alla conoscenza e valorizzazione della
“residenzialità”: dedicato alle “forme dell’abitare”, spostatesi con le residenze in bassa-media valle, lasciando comunità rese mute dallo spopolamento, immobili abbandonati o vuoti per lunghi periodi; e un’urbanizzazione del fondo valle con un carattere fortemente estraneo al contesto alpino.

"Il secondo capitolo prende in esame il lavoro, le risorse e la produzione - sottolinea Martinotti -. Dall’agricoltura, alla pastorizia, fino all’attività estrattiva e mineraria (ne è un esempio proprio la Valsesia ed Alagna in particolare), passando per opifici dismessi, caseifici (testimoni anche di un passato ad alto tasso abitativo e non solo di vocazioni agroalimentari locali) che memorie contrassegnano il territorio? Infine, il terzo capitolo che riprende le forme della convivenza uomo-montagna".

Reti, chiodature, protezioni, strade, ponti, sentieri, bacini di raccolta, terre armate, dossi, muri e parcheggi, ma anche piccoli e misteriosi marchingegni segnalati come pericolosi - che imbrigliano, avvolgono, tagliano, superano i pendii, sostengono, creano connessioni, avvicinano, aderiscono alla roccia e disegnano paesaggi.

La mostra, organizzata con la collaborazione dell’Ordine Architetti di Vercelli, si svolgerà il 9, 10 e 11 agosto, con orario di apertura dalle 15 alle 19 (con l’osservanza delle normative di prevenzione e contrasto al Covid-19 in vigore nel periodo) al Palazzetto dello Sport di Alagna, per poi proseguire nei prossimi mesi in altre località della provincia.

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