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Compagnia di Cossato

Due arresti per la "truffa del finto maresciallo"

L'abbraccio di una vittima al carabiniere che gli ha restituito la fede rubata

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L’attività di controllo del territorio e la costante analisi dei fenomeni criminali ai danni delle fasce deboli, hanno permesso ai Carabinieri della Compagnia di Cossato di arrestare due soggetti residenti nel Casertano, colti in flagranza di reato subito dopo aver messo a segno un’odiosa truffa ai danni di un anziano di 84 anni.

I Carabinieri erano alla ricerca dei due, dopo la denuncia presentata da una donna di 88 anni di Vallanzengo, caduta vittima del tranello del "finto maresciallo", un sedicente appartenente all'Arma che l’aveva contattata telefonicamente convincendola che un suo familiare fosse in stato di fermo e che, per evitarne la carcerazione, fosse necessario consegnare denaro e gioielli a un "perito".

La donna, spaventata, era purtroppo caduta nella trappola ed aveva consegnato a un uomo presentatosi poco dopo nella sua abitazione circa 11.000 euro. L’analisi di tutte le immagini di videosorveglianza disponibili ed alcune testimonianze avevano permesso di raccogliere un identikit del sospettato e soprattutto il modello e targa utilizzato dai delinquenti, una Fiat 600 azzurra.

La descrizione e targa dell’auto erano stati quindi diramati dalla Centrale operativa a tutte le pattuglie in circuito, finché l’auto è stata vista transitare in zona Valdilana. Là sono state fatte convergere quattro pattuglie; una l’ha agganciata e ha iniziato a seguirla, mentre veniva predisposto un posto di controllo in Frazione Giardino. Il conducente dell’auto però anziché fermarsi ha accelerato dando vita a un pericoloso tentativo di fuga, a forte velocità, lungo la SP232, mettendo in pericolo gli automobilisti in transito, finchè, dopo un paio di chilometri l’auto è stata circondata e bloccata.

A bordo sono stati identificati due giovani, uno alla guida e l’altro che tentava di nascondersi sui sedili posteriori. Nell’auto, oltre che in tasca ai due sono stati ritrovati una busta in tela grigia, riconosciuta come quella utilizzata dalla signora di Vallanzengo per consegnare il denaro nella truffa del giorno prima, ma anche quasi 4000 euro in contanti ed una fede in oro, sospetto provento di un ulteriore episodio di truffa.

Infatti poco dopo alla Centrale operativa è arrivata la telefonata di un uomo che segnalava che il padre era stato vittima di una truffa, perpetrato con lo stesso identico modus operandi da due presunti periti assicurativi.

L’anziano è stato quindi invitato in caserma e ha descritto perfettamente sia i criminali che si erano presentati a casa sua sia il denaro che aveva consegnato, di cui ricordava esattamente la suddivisione nei vari tagli. Ma soprattutto l’uomo diceva che del denaro non gli interessava nulla, era invece disperato per aver perso la propria fede nuziale, ricordo della moglie scomparsa; così uno dei militari ha preso dalla tasca la fede sequestrata ai truffatori e gli ha chiesto “era mica questa?”. Tanta la sua sorpresa e commozione che è scoppiato a piangere e ha voluto stringere il carabiniere in un abbraccio: scena che ha dimostrato ancora una volta quale sia il vero danno di questo odioso crimine, il danno agli affetti più cari di persone fragili.

I due uomini, campani di 20 e 25, sono stati quindi arrestati per “resistenza a Pubblico Ufficiale” e “truffa aggravata in concorso” e, come disposto dalla Procura della Repubblica di Biella, trattenuti in camera di sicurezza del Comando per essere giudicati con rito direttissimo.

Entrambi gli arresti sono poi stati convalidati ed è stata disposta la misura cautelare del divieto di dimora nella provincia di Biella.

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