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SANTHIA'

Morte Guizzardi, la Cgil insiste sulla sicurezza del lavoro

Bossoni: "Si indeboliscono i vincoli per agevolare i profitti"

Andrea Guizzardi

«Di fronte agli incidenti come quello avvenuto a Santhià, ci si interroga sugli elementi in grado di far percepire a ciascun lavoratore le reali condizioni di rischio insite nella propria attività lavorativa tali da mettere in discussione l'organizzazione del lavoro ogni volta che non ci si sente sicuri: ogni particolare, infatti, non può mai essere approssimativo ma deve, invece, essere improntato alla piena sicurezza», così afferma Valter Bossoni, segretario generale della Camera del Lavoro di Vercelli e della Valsesia all’indomani dell’ennesima morte sul lavoro, questa volta verificatasi a Santhià. 

Andrea Guizzardi, così si chiamava l’operaio 58enne che, lunedì scorso 8 agosto, ha perso la vita a ‘Territorio e Risorse’ di Santhià, lungo la strada del Brianco di proprietà Iren. 

L’operaio, dipendente di una ditta edile, stava lavorando all’ampliamento dello stabilimento di Santhià e, dalle prime ricostruzioni, a essergli fatale sembrerebbe essere stato l’impatto di una caduta avvenuta da qualche metro di altezza. 

Lasciando alla Procura di Vercelli tutte le verifiche del caso unitamente all’accertamento di ogni eventuale responsabilità, questo tragico episodio riporta all’attenzione sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro: «Da troppo tempo tutte le organizzazioni sindacali denunciano che la vera e propria emergenza del lavoro è la sicurezza mentre, allo stesso tempo, i ritardi e la riduzione dei servizi ispettivi sono una responsabilità della politica tutta. Anziché investire sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori, si continua a indebolire i vincoli per agevolare i profitti ed ecco che episodi come quello in cui Andrea Guizzardi ha perso la vita continuano a occupare tristemente le pagine della nostra cronaca», conclude Bossoni.
 

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