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Ex fabbrica "Società italiana lavorazione amianto”

Incendio Sila: focolai riattivati. "E' doloso" afferma il sindaco

Arpa valuterà le conseguenze ambientali: "Tenete chiuse le finestre"

Cigliano ex Sila

Cigliano: né la fatalità né la natura. Molto probabilmente c'è la mano dell'uomo, e pure con un progetto ben preciso, dietro l'incendio che sta tutt'ora interessando lo stabilimento Sila. "L'area è sotto sequestro - afferma il sindaco Diego Marchetti - La Procura è stata informata. Lunedì 25 interverrà anche l'Arpa per valutare le conseguenze ambientali". Del resto, l'odore acre che si percepisce in zona non è rassicurante.

La Sila, acronimo di “società italiana lavorazione amianto”, produceva freni e frizioni utilizzando fibre di asbesto ma anche solventi e altre sostanze nocive. A seguito della chiusura dell'attività l'impianto è stato affidato a un curatore fallimentare e diversi macchinari sono stati rimossi. Ma il sito non è stato bonificato: cumuli di rifiuti sono rimasti sul terreno, tra gli arbusti e le sterpaglie che nel primo pomeriggio di venerdì 22 luglio hanno preso fuoco.

"Dai primi indizi raccolti risulta che tutto sia partito da quattro inneschi. L'incendio alla Sila è doloso" sottolinea il sindaco. Le indagini dovranno appurare questi fatti e i motivi che hanno mosso gli eventuali responsabili. Quel che è certo è che l'emergenza non è ancora rientrata.

Dopo il primo intervento dei vigili del fuoco, supportati da carabinieri e amministrazione, alcuni focolai si sono riattivati nella serata di venerdì. "I pompieri hanno lavorato fino alle 23 per mettere in sicurezza l'area" ricorda Marchetti. Ma nemmeno questo è bastato. Verso le 11 di oggi, sabato, si è reso necessario un terzo intervento. "Consigliamo nuovamente la chiusura delle finestre" ribadisce il sindaco. 

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