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False cittadinanze, sono arrivate le condanne

Sei anni di reclusione per Stefano Masino e Annalisa Aresi, impiegati dell’ufficio anagrafe

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Sei anni di reclusione per Stefano Masino e Annalisa Aresi, i due impiegati dell’ufficio anagrafe di Crescentino coinvolti nel processo per false cittadinanze. Stessa sorte per Simone Terezinha Frassini, cinque anni per Raphael Bussolo. Lo scorso 27 ottobre il pubblico ministero Carlo Introvigne aveva chiesto la condanna dei quattro imputati per 80 capi di accusa relativi alla corruzione per complessivi 19 anni di carcere. Nella sentenza, emessa dal collegio presieduto dal giudice Enrica Bertolotto, ne sono stati commissionati 23. Tra le pene accessorie è stata disposta anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici per Aresi e Masino e chiesta la cessazione del rapporto di lavoro con il Comune di Crescentino, che si era costituito parte civile nel processo. Dichiarate false le 79 cittadinanze iure sanguinis concesse. Gli imputati, arrestati nell’autunno 2020, avevano scontato otto mesi di arresti domiciliari, rigettando sempre le accuse. Sul piano civile gli imputati sono stati condannati al risarcimento danni e spese di costituzione di parte da parte del Comune di Crescentino. La corte ha disposto una provvisionale di 25 mila euro immediatamente esecutiva, alla sede civile spetterà la quantificazione complessiva del danno.

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