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Questura di Vercelli

Saluggia: pastore spacciava cocaina, arrestato insieme al fornitore

L'operazione della Squadra mobile

Polizia Vercelli

Faceva l'allevatore di pecore, ma in realtà spacciava stupefacenti a Saluggia.

Venerdì 24 giugno la Squadra Mobile della Questura di Vercelli ha tratto in arresto due persone, in ottemperanza di ordini di esecuzione per la carcerazione emessi dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Torino.
Il primo, nato nel 1951, è stato riconosciuto colpevole del reato di spaccio di sostanze stupefacenti e condannato alla pena detentiva di 8 anni e 9 giorni e alla pena pecuniaria di 27.750 euro. Dal mese di ottobre 2015 al mese di febbraio 2016, a Saluggia, aveva avviato una fiorente attività di spaccio di sostanze stupefacenti, nello specifico cocaina, a favore di acquirenti provenienti dalla provincia di Vercelli e da quella limitrofa di Torino. "Le investigazioni a carico del predetto individuo, sono iniziate nel settembre 2019, quando personale di questa Squadra Mobile raccoglieva delle notizie confidenziali, indicanti un soggetto di Saluggia (Vc), denominato il “pastore”, pseudonimo derivante dalla sua attività lavorativa di allevatore di pecore, dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti", spiegano dalla Questura.

Dopo appostamenti e servizi di osservazione, è stato appurato che l'uomo vendeva le dosi di cocaina, sia nella sua abitazione rurale, sia nelle zone agresti dove pascolava le pecore e dove veniva raggiunto dai tossicodipendenti. "Anche l’attività tecnica autorizzata dall’Autorità giudiziaria competente, svolta con presidi tecnologici, ha permesso di accertare numerosissime cessioni di cocaina effettuate dal “pastore”, che nel periodo delle indagini sono risultate oltre 200, nonché identificare il suo fornitore di droga, risultato essere un cittadino albanese residente nell’hinterland di Ivrea (Torino) - proseguono dalla Questura di Vercelli - Al termine delle indagini, il Gip presso il Tribunale di Vercelli, emetteva idonea misura cautelare nei confronti di G.F., il quale veniva tratto in arresto da questa Squadra Mobile, mentre il cittadino albanese di cui sopra, è stato posto agli arresti domiciliari presso la sua abitazione".

Il secondo, nato nel 1979, perché riconosciuto colpevole dei reati di porto e detenzione di armi, rapina e spaccio di sostanze stupefacenti e condannato alla pena detentiva di 4 anni e 11 mesi di reclusione e alla pena pecuniaria di euro 1.500 euro, nonché la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici Uffici per 5 anni. I fatti sono stati commessi a Cavaglià (Biella), Vercelli, e San Germano Vercellese (Vc), nell’arco temporale tra gli anni 2009/2013. Gli arrestati sono stati portati nel carcere di Vercelli a disposizione dell’Autorità giudiziaria competente.

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