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A Vercelli

Picchia la figlia e cerca di investire il suo ragazzo: arrestato

Infastidito della loro relazione, la colpisce alle braccia e al volto

Polizia Vercelli

Maltratta la figlia afferrandola per i capelli e obbligandola a salire in auto e tenta di investire il suo ragazzo, probabilmente infastidito dalla loro frequentazione. Poi la porta in casa e la colpisce alle braccia e al volto, facendolo sanguinare. Per questo un uomo, cittadino marocchino e residente in città, è stato arrestato dalla polizia.

La vicenda: nella serata di mercoledì 2 giugno, giunge in questura una segnalazione per una violenta lite in strada tra un padre e la figlia in via Viotti a Vercelli. Il ragazzo che lancia l’allarme si trovava in compagnia della giovane vicino a corso Garibaldi: riferisce che il padre alla loro vista ha tentato di investirlo, probabilmente infastidito dalla loro frequentazione. Fortunatamente il giovane riesce a darsi alla fuga e a contattare immediatamente le forze dell’ordine. Nel frattempo l’uomo marocchino, già gravato da diversi precedenti penali, percuote violentemente la figlia, prendendola per i capelli e costringendola a salire in auto contro la sua volontà.

Gli operatori, giunti immediatamente sul posto, non riescono a rintracciare l’uomo ma risalgono alle sue generalità ed al suo domicilio grazie alle testimonianze raccolte sul posto. Arrivati all’abitazione, l’aggressore viene individuato: inveisce e minaccia di morte la figlia continuando ad assumere un comportamento aggressivo e poco collaborativo nonostante la presenza dei poliziotti. I poliziotti, inoltre vengono attirati dalle urla della ragazza provenienti dall’appartamento. Una volta riusciti ad accedere nell’abitazione, gli operatori individuano la ragazza con il viso insanguinato ed evidenti segni di percosse sulle braccia. Contattato il soccorso sanitario, la giovane viene affidata alle cure del personale medico.

All’interno dell’abitazione, oltre ai fratelli minori della vittima, è presente anche la madre che conferma l’avvenuta aggressione affermando che la lite era scaturita dalla frequentazione della figlia, non condivisa dalla famiglia, con un ragazzo di origini marocchine.

L’uomo viene accompagnato in Questura e tratto in arresto per maltrattamenti in famiglia. L’aggressore, su decisione del procuratore, è stato tradotto in carcere.

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