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La polemica

Scarcerato il nigeriano di corso Prestinari. Sap: "Non ci sentiamo tutelati"

L'uomo è stato denunciato quattro volte in poche settimane

Polizia di Stato

Era stato arrestato martedì 21 aprile per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate. Aveva messo paura ai passanti con un coltello prima di essere fermato dagli agenti. Ma soltanto dopo un giorno in cella, l'uomo nigeriano è stato rilasciato. E questo ha scatenato le ire del del sindacato della polizia: "Proprio nella giornata di ieri commentavamo l’episodio del soggetto arrestato dai nostri colleghi a seguito della follia avvenuta a Vercelli in corso Prestinari. Sapete come è andata a finire?? Ieri lo stesso soggetto, a cui è stato convalidato l’arresto, dopo l’udienza per direttissima è uscito dal carcere dopo solo una notte. Dovrà sottoporsi agli obblighi di firma, sempre che non si dia alla follia nuovamente. Intanto veniamo a scoprire che lo stesso soggetto era già stato denunciato quattro volte in poche settimane: circa un mese fa a seguito di un intervento presso un supermercato cittadino per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale costringendo gli operatori a ricorrere alle cure del pronto soccorso riportando alcuni giorni di prognosi, sempre in quei giorni dai carabinieri per minacce e porto di oggetti atti ad
offendere, in un'altra occasione per interruzione di pubblico servizio, bloccando un binario della stazione urlando frasi sconnesse; infine un paio di settimane fa presso la stazione di Vercelli in quanto in possesso di un coltello. Quindi ci chiediamo deve scapparci il morto affinché ci sia tutela per il cittadino e per gli operatori delle forze dell’ordine? Le forze dell'ordine e i cittadini non si sentono tutelate".

Poi il sindacato prosegue: "Inoltre chiediamo quando lo stesso soggetto, venga espulso o trovata una soluzione definitiva alla sua reticenza e follia? Da quando è in Italia, dal 2017, ha collezionato varie denunce e arresti. Servono adeguate garanzie funzionali, le norme sono inadeguate e quindi servono norme più severe per chi usa violenza, oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale e soprattutto tutele legali per gli operatori. Riteniamo che si debba tutelare non solo l’incolumità dei cittadini inermi, ma anche l’incolumità degli operatori di polizia. Il delinquente sa che se commette uno di questi reati non va in galera e per questo nel tempo è venuta meno l’autorevolezza di chi veste una divisa. Parole poche, fatti tanti e le aggressioni contro le forze del’ ordine continuano nel silenzio più assordante, questo è grave ed inaccettabile. Chiudiamo ricordando che i numeri delle aggressioni sono importanti e sono ormai noti a tutti e ormai non possiamo più nasconderci. C'è un paradosso tutto italiano: autorizzi il poliziotto o il carabiniere a portare un'arma e fai fatica a dargli un taser".

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