" />

cerca

San Germano - caso 'capesante'

Aiuti alimentari a famiglie benestanti, 'pacchi sfigati' a quelle non gradite

Danneggiata la facciata di una chiesa per poterla demolire

Michela Rosetta

il sindaco Michela Rosetta mostra i prodotti alimentari conservati nel magazzino del municipio

San Germano: dagli aiuti alimentari alle mascherine, passando per l'ex chiesa della Madonna di Loreto. La Procura della Repubblica accende più di un faro sul paese, mettendo sotto indagine 12 persone. Il sindaco Michela Rosetta e il consigliere Giorgio Carando sono agli arresti domiciliari.

Uno dei luoghi chiave della vicenda emersa nel mattino di oggi, venerdì, è il municipio. Più precisamente la stanza utilizzata come magazzino per gli alimenti acquistati dall'amministrazione, utilizzando circa 9.800 euro di fondi statali. Queste derrate andavano fornite alle persone impoverite dalla crisi Coronavirus, ma secondo il Pubblico ministero Davide Pretti, titolare delle indagini, non è stato proprio così. Da un lato, con i soldi pubblici sono stati acquistati mazzancolle, capesante e altri "generi alimentari non essenziali", come li definisce la Procura. D'altro canto, alcuni di questi alimenti sarebbero finiti a casa dell'allora assessore al bilancio Giorgio Carando. Le telecamere installate in municipio, ad opera del Nucleo radiomobile dei Carabinieri di Vercelli, hanno registrato lo stesso amministratore mentre caricava le scatole sulla sua Mercedes. Pare che Carando abbia anche suggerito il genere di prodotti da acquistare in base ai suoi gusti, come nel caso dei "carciofi surgelati" di cui parla in un'intercettazione.
L'ex assessore ha rimesso la carica la scorsa estate pur rimanendo consigliere. Allora alcune indiscrezioni di stampa avevano fatto emergere il caso dell'acquisto di pesce pregiato, ma il sindaco Michela Rosetta aveva ribadito la regolarità dell'operazione e negato il collegamento tra la vicenda e le dimissioni di Carando.

Ora lo stesso primo cittadino si trova a condividere con il suo collega amministratore l'accusa di peculato. I sospetti nei suoi confronti riguardano una distribuzione degli aiuti poco consona alle reali necessità dei sangermanesi, dal punto di vista sia della quantità che della qualità del cibo. Insieme a Carando, Rosetta è stata intercettata mentre preparava i "pacchi da sfigati" a persone che, affermano dalla Procura, erano a loro poco gradite. "In compenso, gli alimenti sono stati consegnati a persone che non ne avevano diritto. Tra questi, un nucleo famigliare con un reddito di oltre 7.000 euro mensili" aggiunge Pretti. Il sindaco avrebbe inoltre bloccato la consegna di aiuti a un'extracomunitaria, dopo che quest'ultima aveva chiesto di sostituire alcuni cibi che lei e i suoi figli non avrebbero mangiato per motivi religiosi. Per questa vicenda su Rosetta pende anche l'accusa di falsità documentale per la soppressione di atto pubblico (visto che avrebbe distrutto una richiesta di aiuto già protocollata) e l'aggravante di discriminazione e odio razziale.

Le indagini sono partite intorno a marzo 2020 su iniziativa delle forze dell'ordine, che in merito hanno ascoltato un'impiegata comunale. A oggi nel registro degli indagati risultano pure alcuni cittadini che avrebbero ricevuto i pacchi senza avere i requisiti. Per due di questi, legati al Comune in virtù della loro attività lavorativa, il Giudice per le indagini preliminari ha disposto l'obbligo di firma.

Ma non è finita qui. Nei mesi scorsi la Procura ha messo sotto osservazione un documento di acquisto di 2.000 mascherine prodotte da una ditta campana "legata per motivi professionali a Carando", spiegano gli inquirenti. Il Comune aveva ricevuto un preventivo più economico da un'altra ditta, ma l'avrebbe in sostanza fatto sparire. Per questo si sospettano i reati di falsità documentale e abuso d'ufficio.

Infine, c'è un secondo luogo al centro delle complesse indagini sangermanesi. Si tratta del terreno dove sorgeva la chiesa sconsacrata della Madonna di Loreto. L'antico luogo di culto, risalente al '500 o '600, era stato demolito il 3 febbraio 2020 nonostante fosse sottoposto a vincolo della Soprintendenza. Il motivo addotto dall'amministrazione era stato il crollo di una parte della facciata durante lavori di messa in sicurezza. In realtà, dalle indagini sarebbe emerso che l'episodio è stato provocato intenzionalmente in accordo con il proprietario dell'edificio e con l'impresario della ditta incaricata dei lavori, a loro volta indagati.

In queste ultime due vicende (cioè quelle legate alle mascherine e alla chiesa) risulta implicato anche il consigliere Maurizio Bosco, ora sottoposto a obbligo di firma. All'epoca dei fatti ricopriva infatti la carica di vicesindaco, nonostante lo scorso autunno abbia dato le dimissioni in dissenso con l'operato di Carando.

Commenti

Condividi le tue opinioni su La Sesia

Caratteri rimanenti: 1500