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Comando provinciale di Alessandria

Causano un incendio in un condominio per vendicarsi di due connazionali

L'episodio è avvenuto a Serravalle Srcivia

Incendio Serravalle Scrivia

Hanno causato un incendio in un condominio per vendicarsi di due connazionali che vi risiedono, intossicando diverse persone.

Il Gip del Tribunale di Alessandria ha convalidato il fermo, eseguito dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Alessandria, dell’Aliquota operativa della Compagnia di Novi Ligure e della Stazione di Serravalle, di tre cittadini marocchini: E.Z.M. di 37 anni, irregolare sul territorio nazionale, T.R. di 41 anni e E.K.R. di 45 anni, clandestino, tutti pregiudicati, disoccupati e senza fissa dimora, portati in carcere il 19 agosto per un incendio doloso aggravato in concorso appiccato in un condominio di Serravalle Scrivia (leggi qui). A loro carico, anche alla luce della gravità del reato e dei gravi indizi di colpevolezza emersi, considerato anche il pericolo di fuga e di reiterazione del reato, è stata contestualmente emessa ordinanza di custodia cautelare in carcere.  

Nella tarda mattinata del 17 agosto scorso i carabinieri della Stazione di Serravalle Scrivia e gli agenti della polizia municipale sono intervenuti in vico Torchio, poiché nello scantinato condominiale del civico n. 1 si era sviluppato un pericoloso incendio, poi domato dai vigili del fuoco di Novi Ligure e Alessandria, che hanno provveduto a far evacuare la palazzina di quattro piani, adibita ad appartamenti di civile abitazione. Dieci persone, tra cui alcuni minori, sono rimaste intossicate, sebbene nessuna in gravi condizioni. L’accesso alla palazzina è al momento interdetto per via dei danni strutturali causati dalle fiamme, tali da richiedere verifiche tecniche per accertare la permanente idoneità strutturale del fabbricato.

L’identikit dei tre malviventi, ritenuti responsabili di aver intenzionalmente causato l’incendio, è stato realizzato grazie alle immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza comunali, che hanno permesso anche di evidenziare l’avvicinamento da parte dei tre al vico Torchio n. 1 ed il loro allontanamento immediatamente dopo il divampare delle fiamme. "Le ricerche dei tre marocchini sono state rese difficoltose dall’assenza di ogni riferimento utile alla localizzazione degli stessi - spiegano dal Comando di Alessandria - Tuttavia, grazie alle numerose squadre dei carabinieri e della polizia municipale dispiegate sul territorio ed in coordinamento tra loro, diverse delle quali in abiti civili e a bordo di mezzi con targhe di copertura, i predetti sono stati rintracciati nella giornata del 18 agosto ed accompagnati al Comando provinciale dei carabinieri di Alessandria, ove sono stati dichiarati in stato di fermo e, nelle prime ore del mattino del 19 agosto, portati alla Casa Circondariale di Alessandria".

Il pericoloso gesto, proseguono dal Comando, "era certamente rivolto ad altri due connazionali di 37 e 34 anni - entrambi pregiudicati e di cui uno clandestino - abitanti in quel condominio e presenti in casa al momento dell’incendio. Il movente è da ricondurre a pregressi contrasti per futili motivi tra questi ultimi, da una parte, e E.Z.M. dall’altra. In effetti, nel pomeriggio del 14 agosto, nei pressi della Stazione ferroviaria di Serravalle Scrivia si era verificata una violenta aggressione che aveva coinvolto una decina di marocchini, alcuni di essi armati di coltello, i quali, incuranti della presenza dei carabinieri, poco prima intervenuti sul posto, avevano proseguito nella contesa, dileguandosi immediatamente dopo per evitare di essere identificati. Tuttavia, grazie alle telecamere di videosorveglianza, i carabinieri avevano  comunque identificato tutti i partecipanti alla lite, tra cui figurava anche E.Z.M. che, in quelle concitate fasi, era stato notato impugnare un machete (*) ed aveva aggredito proprio i due connazionali residenti in vico Torchio".

In quell'occasione due connazionali residenti nel condominio, avendo necessità di cure mediche, erano rimasti sul posto. Il 34enne, in particolare, ferito a un braccio con un’arma da taglio, è stato trasportato in ospedale dai soccorritori del 118 per le cure mediche del caso. Successivamente, durante la notte del 17 agosto, i due marocchini abitanti in vico Torchio si sono recati in una tenda sita a Serravalle Scrivia sulle rive del fiume Scrivia, ove dimoravano E.Z.M. e T.R.. "Fortunatamente durante tale incontro le parti si sarebbero limitate a proferire minacce verbali - precisano dal Comando - Più tardi, nella stessa giornata, circa mezz'ora prima dell’incendio, E.Z.M. ha contattato telefonicamente i carabinieri di Serravalle Scrivia lamentando che i due connazionali abitanti in vico Torchio giravano per la città armati di coltelli e riferendo di temere di  essere aggredito. I carabinieri lo hanno invitato a sporgere denuncia-querela ed a contattarli qualora li avesse notati circolare armati. A quel punto l’interlocutore esclamava “Allora se non fate niente me la vedo io”, frase, con il senno del poi, preannunciava l’incendio".

(*) I carabinieri precisano infine che che "il 18 agosto, durante le operazioni di rintraccio dei tre indiziati, nelle immediate vicinanze di una tenda ubicata a Serravalle Scrivia, sulle rive del fiume, in cui dimoravano sia E.Z.M. che T.R., veniva rinvenuto proprio un machete, unitamente ad un grosso coltello, ritenendo con certezza che entrambe quelle armi (una di esse appare della stessa tipologia di quella impugnata da E.Z.M. nel corso della lite del 14 agosto) fossero nella loro diretta disponibilità".

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