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Carabinieri forestali

Traffico illecito di rifiuti, sequestrate alcune aree nel Biellese

Nell'operazione impegnati anche militari del Gruppo di Vercelli

Carabinieri forestale

Sequestrate alcune aree all'interno di un impianto di rifiuti del biellese. Impegnati nell’esecuzione 25 carabinieri forestali provenienti da quattro province piemontesi, tra cui Vercelli.

I carabinieri del Gruppo forestale di Biella, coadiuvati da militari provenienti dalle province di Vercelli, Cuneo e Torino, hanno dato esecuzione a cinque decreti di perquisizione e sequestro in un noto impianto di gestione rifiuti con sede in Valle Elvo. Sei in tutto gli avvisi di garanzia, tra titolari e dipendenti. L’ipotesi di reato è quella di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti, punito con la reclusione da 1 a 6 anni; nel caso di rifiuti ad alta radioattività la pena è da 3 a 8 anni.

"L’attività d’indagine è scaturita dalla vigile attenzione per l’ambiente da parte dei militari della Stazione carabinieri forestale di Sordevolo, che hanno raccolto elementi indizianti circa l’anomala presenza di rifiuti edili impiegati per la realizzazione di una strada forestale all’interno dei boschi posti nelle vicinanze dell’impianto - spiegano dal Comando provinciale - L’attento monitoraggio del territorio avviato a seguito di tali fatti è proseguito anche con l’impiego di mezzi aerei, attività resa possibile dalla collaborazione tra carabinieri forestali ed il Nucleo elicotteri carabinieri di Volpiano (Torino). Gli approfondimenti successivi sono stati condotti dai militari del Nucleo investigativo di polizia ambientale, agroalimentare e forestale di Biella (Nipaaf) con il supporto operativo di militari provenienti da altri Reparti della Provincia di Biella e Vercelli. Il quadro indiziario emerso è quello di una sistematica illecita gestione di ingenti quantitativi di rifiuti, anche pericolosi". 

Oltre all’acquisizione della documentazione di gestione aziendale e dei dispositivi informatici rinvenuti negli uffici dell’azienda e le abitazioni degli indagati, gli inquirenti hanno individuato e sequestrato alcune aree dell’impianto in cui sono stati trovati ingenti quantitativi di rifiuti di svariata natura in violazione alle prescrizioni imposte dall’autorizzazione integrata ambientale rilasciata all’impianto dalla Provincia di Biella. Tra i rifiuti posti in sequestro all’interno dell’impianto, numerosi sono quelli riconducibili allo smaltimento illecito di rifiuti prodotti nel settore edile, unitamente ad altri rifiuti destinati ad essere smaltiti all’estero, la cui reale natura e pericolosità è al momento in fase di verifica.

 

 

 

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