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Compagnia carabinieri di Novi Ligure - Genova

Arrestato per estorsione e usura un uomo legato a “Cosa Nostra”

Operazione "Lanterna": denunciata una seconda persona

Compagnia carabinieri di Novi Ligure, Genova: l'operazione “Lanterna” porta all'arresto per estorsione e usura di un uomo di 65 anni legato a “Cosa Nostra”. Nelle prime ore di giovedì 9 dicembre i carabinieri di Genova Sampierdarena e Novi Ligure, nell’ambito del procedimento penale disposto dalla Procura della Repubblica di Genova, coordinato dal sostituto procuratore Giancarlo Vona e diretto dal procuratore della Repubblica facente funzione Francesco Pinto, hanno arrestato Emanuele Monachella, alias Orazio, classe 1956, già condannato in secondo grado per traffico di sostanze stupefacenti con l'aggravante “mafiosa”, estorsioni continuate aggravate, associazione di tipo mafioso in quanto ritenuto esponente di spicco del clan “Fiandaca-Emmanuello” interno a “Cosa Nostra” ed attivo nella provincia di Genova.

Contestualmente sono state eseguite due perquisizioni personali e domiciliari: una a carico di Monachella e una seconda, sempre a Genova, a carico di un altro indagato A.I., di 72 anni, anch’egli accusato e denunciato per i reati di usura ed estorsione.

Sul Monachelle, residente nel capoluogo ligure, gravano indizi di colpevolezza per reati di estorsione e usura, commessi dal 2018 al 2021: due imprenditori dell’alessandrino si erano rivolti a lui per difficoltà economiche che le rispettive attività commerciali di compravendita di auto/motoveicoli stavano attraversando, ulteriormente aggravate dalla pandemia in corso. Il provvedimento è scaturito da una complessa attività investigativa dei carabinieri dei Nuclei operativi di Genova-Sampierdarena e Novi Ligure, avviata alla fine del 2020 e scaturita da una denuncia presentata da una delle vittime, che però si era limitata a indicare un altro soggetto quale autore di prestiti a tasso usuraio, ovvero l'uomo di 72 anni, individuo percepito come meno pericoloso, ma a cui doveva una cifra più alta, infatti da un prestito di poche migliaia di euro, era arrivato ad un debito di circa 50.000 euro a causa degli interessi.

Dalle indagini si è appurato che l’imprenditore si era rivolto anche a Emanuele Monachella, a partire dal maggio 2018, per vari prestiti per importi tra i 1.000 e i 4.000 euro. Denaro per cui aveva richiesto e ottenuto la restituzione alla scadenza pattuita con ulteriori somme pari ad almeno il 20-25% a titolo di interessi mensili, corrispondenti su base annua a tassi di interesse compresi tra il 200% e il 300%. Nel corso delle indagini, svolte anche con pedinamento e osservazione, sono stati documentati svariati incontri tra il principale indagato e la vittima, finalizzati alla consegna di ingenti somme di denaro. Si è rilevato un atteggiamento impaurito da parte della vittima ad ogni incontro con lo strozzino, temuto per la nota caratura criminale.

Ad Emanuele Monachella sono state contestate condotte estorsive: per ottenere le somme richieste la vittima veniva minacciava pesantemente. L’attività investigativa ha permesso di individuare un altro imprenditore dell’alessandrino, anch’egli vittima di usura da parte di Monachella. Dopo avergli concesso un prestito dell’importo di euro 2.000 gli aveva richiesto la restituzione della somma entro un mese con ulteriori 500 euro a titolo di interessi (per un totale di euro 2.500), ottenendo effettivamente la consegna tre settimane più tardi dell'importo. Sono stati sequestrati telefoni cellulari e fogli manoscritti con contabilità sul cui sono in corso ulteriori approfondimenti. Al termine delle operazioni, Emanuele Monachella è stato condotto in carcere a Genova, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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