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Comando provinciale di Alessandria

Commercialista incassava il denaro dai clienti ma non pagava l'Erario

L'operazione della Guardia di finanza

Guardia di finanza

Il Nucleo di polizia economico-finanziaria di Alessandria della Guardia di finanza ha dato esecuzione ad una misura di prevenzione patrimoniale di sequestro anticipato di beni per oltre un milione di euro, oltre a veicoli e molteplici rapporti bancari e quote societarie, nei confronti del noto commercialista alessandrino.

Le indagini, iniziate a seguito del fallimento di una società di compravendita immobiliare, hanno portato alla denuncia del professionista, in qualità di amministratore unico, per aver, tra l’altro, sottratto le scritture contabili dell’impresa fallita, tenendo quelle residue in modo da non consentire la ricostruzione del patrimonio e dell’andamento degli affari. "Gli accertamenti dei militari non hanno riguardato solo ipotesi post fallimentari, ma hanno anche permesso di disvelare un abile meccanismo truffaldino perpetrato dall’indagato a danno dei propri ignari clienti ed in pregiudizio all’Erario, attraverso l’omesso versamento delle imposte e dei tributi dovuti dai suoi assistiti", spiegano dalla Guardia di finanza.

Dopo le prime querele presentate dai clienti del commercialista al Comando provinciale della Guardia di finanza di Alessandria, sono scattate le indagini che hanno consentito di allargare sempre di più la cerchia delle vittime e di quantificare l’appropriazione indebita per 370.000 euro circa. È stato constatato che il commercialista, approfittando del suo ruolo e della piena fiducia dei suoi clienti, comunicava alle vittime gli importi che avrebbero dovuto versare all’Erario e contestualmente si faceva consegnare la somma con la promessa che avrebbe provveduto lui stesso al pagamento delle imposte. Alla consegna del denaro, tuttavia, "non faceva seguito l’effettivo pagamento delle imposte poiché i debiti tributari venivano talvolta compensati con crediti d’imposta risultati inesistenti, talvolta semplicemente non onorati - proseguono dal Comando - Si trattava di oltre dieci soggetti che, nella maggior parte dei casi, hanno scoperto solo durante le indagini la propria reale situazione debitoria, avendo sempre provveduto a pagare regolarmente il commercialista per il successivo assolvimento delle imposte e, in seguito, hanno manifestato la propria pronta disponibilità a collaborare con le Fiamme gialle di Alessandria". Successivamente, nel marzo 2020 i finanzieri hanno accertato che il professionista, benché agli arresti domiciliari e sospeso dall’ordine dei commercialisti, abbia proseguito nella propria attività professionale, circostanza a cui è seguita la decisione della custodia in carcere e la radiazione dell'Ordine dei commercialisti.

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