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Comando provinciale di Alessandria

Incassavano il reddito di cittadinanza con false dichiarazioni: denunciati

Oltre trenta "furbetti" scovati dia carabinieri

Carabinieri 112

Il modus operandi è sempre lo stesso, attestare falsamente la propria residenza in Italia da almeno 10 anni e l’assenza di pendenze penali, presentandosi in un ufficio postale della non coincidente con il domicilio, così da ottenere il reddito di cittadinanza nel periodo che intercorre dalla presentazione della domanda agli accertamenti Inps sulla legittimità e sull’effettiva presenza dei requisiti. E' uno dei più frequenti escamotage utilizzato dai “furbetti del reddito di cittadinanza”.

Così, numerosi cittadini extracomunitari, prevalentemente rumeni e marocchini, spesso senza fissa dimora e con precedenti di polizia, alcuni dei quali ricercati, hanno ottenuto il sussidio. Per questo, gli autori delle truffe sono stati denunciati dai carabinieri del Comando Provinciale di Alessandria. In tutto, ad indagini ancora in corso, sono oltre trenta le persone denunciate come indebiti percettori del reddito, alle quali potrebbero aggiungersene altre già finite nella lente di ingrandimento dei Carabinieri. Già nelle scorse settimane e mesi, l’attività dei carabinieri di Casale Monferrato aveva permesso di individuare numerosi stranieri che percepivano il reddito di cittadinanza senza averne diritto, che sono stati denunciati e contestualmente segnalati all’Inps per la sospensione dell’erogazione. Gli stranieri, sei in tutto, di origini rumene, erano tutti ricercati per vari reati e pertanto, secondo la legge vigente, non idonei a percepire il sussidio. Si trattava di tre donne di 35, 42 e 44 anni, e di tre uomini di 37, 47 e 48 anni, che hanno "incassato" indebitamente oltre 44 mila euro, attestando falsamente la propria residenza e l’assenza di pendenze penali.

Analoga attività dei carabinieri di Novi Ligure aveva portato alla denuncia di un 22enne rumeno senza fissa dimora che, dopo avere attestato falsamente la propria residenza, aveva ottenuto in un ufficio postale il rilascio della carta Postepay su cui si era visto accreditare l’ingiusto sussidio per oltre 4 mila euro, così come un 52enne e una 48enne, anch’essi rumeni senza fissa dimora, che hanno dichiarato di essere residenti a Milano e hanno ricevuto entrambi mille euro di sussidio. Meno fortunati un 21enne rumeno senza fissa dimora, che non è riuscito a ricevere la carta Postepay a causa di un intoppo burocratico, e un 58enne, sempre rumeno e senza fissa dimora, che pur dichiarando falsamente la residenza a Milano non ha ottenuto la card e il relativo sussidio perchè la direttrice dell’ufficio postale dove aveva presentato domanda si è insospettita. Sempre i carabinieri novesi hanno denunciato un 17enne, una 21enne e una 22enne, tutti rumeni e senza fissa dimora, per lo stesso reato, dopo che il direttore di un ufficio postale, vista la documentazione prodotta, aveva rilasciato alla sola 21enne la carta Postepay con la somma di 2.300 euro, invitando gli altri due a tornare per il ritiro, cosa che, insospettiti, non hanno fatto. Tutti avevano dichiarato di risiedere sul territorio nazionale da almeno 10 anni, indicando una residenza inesistente e richiedendo un codice fiscale per cittadini stranieri non residenti. Nonostante le difficoltà, i due non hanno rinunciato, pienamente consapevoli di non essere titolati a ricevere il reddito, hanno presentato l’istanza agli uffici Inps mediante un ignaro Caf del territorio, ottenendo così l’autorizzazione al ritiro del beneficio presso un qualsiasi ufficio postale nazionale. L’intervento dei carabinieri ha però interrotto il tentativo.

Le indagini più recenti hanno permesso di scoprire ulteriori “furbetti del reddito di cittadinanza”, al momento diciotto, un numero destinato a incrementarsi, che con il solito modus operandi sono riusciti a ottenere il reddito. Fra questi, cittadini di nazionalità rumena, marocchina e nigeriana, denunciati dai carabinieri della provincia di Alessandria, come gli ultimi, in ordine di tempo: due rumeni domiciliati in un campo nomadi di Genova, una 23enne e un 28enne, trovati in possesso di tre carte Postepay, con cui hanno ottenuto circa tremila euro di sussidio. Sono stati denunciati dai carabinieri della Compagnia di Acqui Terme, mentre il 23enne è stato anche denunciato dai carabinieri di Alessandria per avere ottenuto il beneficio benché si trovasse sottoposto all’obbligo di dimora e, successivamente, si è reso irreperibile per sottrarsi a un ordine di carcerazione per altri motivi.

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