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Questura di Novara

Minacciavano e aggredivano i loro coetanei, denunciati 12 minorenni

I ragazzi hanno tra i 14 e i 17 anni

Polizia di Stato

Operazione "Quiet adolescence" della polizia di Stato di Novara contro le baby gang.

In stretta collaborazione con la Sezione di polizia giudiziaria della Procura della Repubblica del Tribunale per i minorenni di Torino, la polizia di Novara ha denunciato a piede libero 12 soggetti, tutti minorenni, componenti di una “baby gang” e autori, a diverso titolo, dei reati di percosse, lesioni aggravate, violenza privata, minaccia e rapina. L’attività, condotta dal personale dell’Ufficio Prevenzione generale e Soccorso pubblico, ha preso avvio nel mese di luglio, a seguito di numerose denunce presentate nei precedenti mesi di maggio e giugno dai genitori di alcuni minorenni che hanno segnalato le aggressioni subite dai loro figli, ad opera di un numeroso gruppo di ragazzi. "Tutte le vicende presentavano elementi comuni, quali le zone della città ove si sono verificati gli eventi ed il modus operandi della banda che, per futili motivi, circondava la propria vittima costringendola a subire insulti, minacce, violenze fisiche ed in un caso la rapina di una collana", spiegano dalla Questura.

Gli agenti hanno avviato quindi una serie di accertamenti volta all’identificazione degli aggressori e, attraverso mirati servizi di controllo nelle zone segnalate, l’analisi di profili Facebook ed Instagram e le testimonianze raccolte, sono riusciti a identificare 12 minori, di età compresa tra i 14 ed i 17 anni che, negli ultimi mesi, aveva costituito una vera e propria “baby gang” la quale, avvalendosi dell’uso della forza e della superiorità numerica - agivano sempre in numero superiore alle dieci unità - si era insediata nella parte della città compresa tra via XX Settembre ed il “Parco dei Bambini”. "L’elemento che ha destato maggiore preoccupazione è stata la spregiudicatezza di alcuni componenti del gruppo che, essendo venuti a conoscenza della presentazione delle denunce da parte delle vittime, le hanno intimidite dapprima attraverso i social e, successivamente, di persona - specificano dalla polizia - Per la ricerca di ulteriori fonti di prova sono state eseguite, su delega dell’Autorità Giudiziaria, perquisizioni domiciliari a carico di tre dei componenti della “baby gang” che, forti della loro indole particolarmente violenta e del carattere carismatico, riuscivano ad avere un ruolo di preminenza all’interno del gruppo. Si è proceduto al sequestro dei telefoni cellulari in loro uso ed è in corso l’analisi tecnica degli stessi". L’operazione prende il nome dall’univoca richiesta avanzata dai genitori delle vittime ovvero quella di garantire ai loro figli la possibilità di vivere “un’adolescenza tranquilla”.   

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