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Questura di Alessandria

Vende un mini escavatore "fantasma", ma l'acquirente è un poliziotto

Il fatto è avvenuto a Casale Monferrato

Polizia di Stato

Ceca di vendere un miniscavatore "fantasma", ma il potenziale acquirente è un poliziotto che lo smaschera.

La Polizia di Stato di Casale Monferrato, ha denunciato a piede libero un cittadino italiano residente a Crotone, poiché ritenuto responsabile del reato di tentata truffa. Le indagini sono partite dalla denuncia sporta dalla persona offesa, un poliziotto al Commissariato di P.S. di Casale Monferrato, il quale, essendo alla ricerca di un miniscavatore per la manutenzione di casa, alla pagina web e-macchinari ha notato un annuncio di vendita inserito da un’azienda sita nella Provincia di Bologna. Il poliziotto ha quindi contattato il recapito cellulare indicato nell’inserzione, a cui ha risposto un uomo, chiedendo informazioni in merito alla vendita; a seguito dei contatti preliminari ha ritenuto affidabile il venditore e pertanto, dopo essersi messi d’accordo sul prezzo di acquisto, il venditore ha fornito l'Iban con cui procedere al pagamento.

Fortemente interessato all’acquisto il poliziotto ha chiesto più volte all’uomo di incontrarsi per vedere di persona il mezzo e concludere così la compravendita; il venditore però, accampando scuse via via sempre meno credibili, ha negato questa possibilità insospettendolo. A quel punto il querelante ha effettuato una ricerca sulla pagina web Google maps accertando che all’indirizzo indicato come sede dell’azienda che aveva inserito l’annuncio, in realtà erano presenti altre due ditte. Dopo aver reperito i recapiti telefonici, il poliziotto ha contattato entrambe le società i cui proprietari e/o rappresentanti legali hanno negato di conoscere l’azienda in questione, aggiungendo che erano già stati contattati in passato per analoghe richieste. A quel punto l’agente, avendo accertato trattarsi di un tentativo di truffa interrompeva i rapporti con il venditore. Il personale di Polizia ha quindi effettuato accertamenti sull'utenza cellulare e il codice Iban forniti accertando che entrambi erano intestati all'uomo denunciato, che fra l’altro aveva a suo carico numerosi precedenti penali, sia per reati specifici che di altro genere.

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