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La protesta

"Ancora un poliziotto aggredito in carcere, bisogna intervenire"

Il Sindacato autonomo Polizia penitenziaria: "Stato di agitazione"

Polizia penitenziaria

Ancora un fatto violento all’interno delle carceri piemontesi.

Vicente Santilli, segretario regionale per il Piemonte del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), racconta quanto avvenuto sabato 22 maggio nel carcere di Torino: “Un detenuto nuovo giunto ha aggredito un agente di polizia preposto all'ufficio casellario. Durante le normali operazioni di rito il detenuto in questione, senza un motivo apparente si è scagliato contro l’agente. Il poliziotto è stato colpito da un violento pugno sulla spalla riportando una lussazione. Registriamo dunque l’ennesimo episodio di violenza presso il carcere di Torino nei confronti del personale. All’agente va la mia solidarietà e l’augurio di una pronta guarigione. Donato Capece, segretario generale del Sappe, esprime solidarietà al poliziotto ferito a Torino ed è impietoso nella sua denuncia: “Cambiano governi, Ministri della Giustizia e Capi del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, ma non cambia l’indifferenza verso le violenze che quotidianamente subisce la Polizia Penitenziaria: aggressioni, colluttazioni, ferimenti contro il personale di Polizia Penitenziaria, cosi come le risse ed i tentati suicidi, sono purtroppo all’ordine degli giorno. Ma sembra che a nessuno frega nulla”.

“Importante e urgente - prosegue Capece - è prevedere un nuovo modello custodiale. E’ infatti grave che la recrudescenza degli eventi critici in carcere si è concretizzata proprio quando sempre più carceri hanno introdotto la vigilanza dinamica ed il regime penitenziario ‘aperto’, ossia con i detenuti più ore al giorno liberi di girare per le Sezioni detentive con controlli sporadici ed occasionali della Polizia Penitenziaria. E per abbattere l’apatia e l’ozio nelle celle i detenuti, invece, dovrebbero essere messi nelle condizioni di lavorare, anche a favore delle comunità territoriali con impieghi in attività socialmente utili. Ma non è certo lasciandoli ore a far nulla nelle celle e nei corridoi delle Sezioni che si favoriscono condizioni di trattamento e rieducazione come prevede la nostra Carta costituzionale”. Per questo Capece preannuncia l’imminente stato di agitazione del Sappe: “La situazione nelle nostre carceri, come attesta drammaticamente anche quanto accaduto a Torino, resta allarmante e la realtà è che i nostri poliziotti continuano ad essere aggrediti senza alcun motivo o ragione. Ma è evidente a tutti che è necessario intervenire con urgenza per fronteggiare le costanti criticità penitenziarie”.

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