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Nucleo investigativo dei Carabinieri di Asti

'Aiuto mi stanno ammazzando': ragazzina chiama il 112, è una sfida social

Vicenda segnalata alla Procura, al Tribunale per i Minorenni di Torino

Ragazzini rischi social

Disagio giovanile: nuova sfida in rete tra i giovanissimi. I Carabinieri di Asti intervengono per un allarme poi risultato infondato. La cronaca dell’ultimo anno registra sempre più episodi di giovanissimi anche under 14 che, aderendo alle sfide più disparate che si rinvengono sui social, compiono gesti talvolta anche sfociati in dramma.

Nella nottata tra venerdì 19 e sabato 20 un nuovo episodio, fortunatamente conclusosi senza conseguenze negative, ma che offre un nuovo spunto sulle modalità di esternazione del disagio dei più giovani, ancor più aggravata dalla crisi pandemica e dalla chiusura delle scuole di ogni ordine e grado.

Sono le 21 quando giunge sul numero di emergenza 112 una telefonata in cui l’interlocutore, con voce flebile e in tenera età, pronuncia le parole 'Aiuto mi stanno ammazzando', per poi far cadere la linea. L’immediata attivazione da parte del Nucleo investigativo del Comando provinciale dei Carabinieri di Asti delle procedure di emergenza volte alla compiuta localizzazione dell’utenza cellulare da cui proveniva la telefonata ha permesso di individuare l’utente, residente nel comune di Villanova d’Asti. Inviati quindi tre equipaggi con i dispositivi di emergenza necessari per il potenziale alto rischio della situazione segnalata.

Raggiunta l'abitazione i militari dell'Arma hanno potuto parlare con l’intestataria dell’utenza localizzata e si chiarivano i contorni della vicenda: la donna di origine marocchina, madre di due bambine, non si era accorta che il suo telefono era stato usato dalla figlia dodicenne che, a suo dire, stava partecipando ad una nuova sfida sul social You Tube lanciata in Francia che invita i partecipanti ad effettuare chiamate al 112 e dire la frase 'Aiuto mi stanno ammazzando' ed interrompere subito la chiamata. Il tutto poi viene filmato, in alcuni casi non escludendo la ripresa dell’arrivo delle forze dell’ordine, e riversato in rete.

La prima ricostruzione dei militari intervenuti ha consentito di verificare nella cronologia del social un link francese 1 che richiama il fenomeno ora in esame. La vicenda è stata poi relazionata alla Procura della Repubblica al Tribunale per i
Minorenni di Torino.

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